
Una risposta parlamentare ottenuta dalla stampa tedesca rivela che 1.582 persone hanno presentato nuove domande di asilo dopo essere state respinte ai controlli intensificati alle frontiere terrestri introdotti in Germania il 7 maggio. Il dato, che copre il periodo fino al 31 ottobre 2025, alimenta il dibattito sull’efficacia di tali controlli: deterrente reale o semplice ritardo nelle procedure di asilo?
Il Ministero dell’Interno sostiene che la misura sia legale ai sensi dell’articolo 18 della Legge sull’Asilo, che consente il rifiuto se un altro Stato UE è responsabile. I critici del Partito Verde definiscono la pratica un “teatro costoso” che grava sui pendolari e offre scarsi benefici in termini di sicurezza. Secondo loro, le domande ripetute dimostrano che i migranti riescono comunque a raggiungere il suolo tedesco, tramite attraversamenti alternativi o voli successivi, e che le risorse sarebbero meglio impiegate per accelerare le decisioni sulle domande di asilo.
Per le imprese nelle regioni di confine, le statistiche rappresentano un’incertezza continua. Le aziende che dipendono dalla manodopera transfrontaliera — in particolare nei settori della logistica e dell’agricoltura — temono che operazioni di polizia improvvise possano scoraggiare i lavoratori stagionali, mentre le organizzazioni umanitarie avvertono che periodi di attesa più lunghi complicano l’integrazione una volta ottenuta la protezione.
I consulenti per la mobilità suggeriscono alle multinazionali di rivedere i piani di emergenza per la forza lavoro, soprattutto per i progetti che coinvolgono subappaltatori extra-UE. I team legali dovrebbero inoltre monitorare le prossime sfide giudiziarie che potrebbero modificare o limitare la politica tedesca di respingimento nel 2026.
Il Ministero dell’Interno sostiene che la misura sia legale ai sensi dell’articolo 18 della Legge sull’Asilo, che consente il rifiuto se un altro Stato UE è responsabile. I critici del Partito Verde definiscono la pratica un “teatro costoso” che grava sui pendolari e offre scarsi benefici in termini di sicurezza. Secondo loro, le domande ripetute dimostrano che i migranti riescono comunque a raggiungere il suolo tedesco, tramite attraversamenti alternativi o voli successivi, e che le risorse sarebbero meglio impiegate per accelerare le decisioni sulle domande di asilo.
Per le imprese nelle regioni di confine, le statistiche rappresentano un’incertezza continua. Le aziende che dipendono dalla manodopera transfrontaliera — in particolare nei settori della logistica e dell’agricoltura — temono che operazioni di polizia improvvise possano scoraggiare i lavoratori stagionali, mentre le organizzazioni umanitarie avvertono che periodi di attesa più lunghi complicano l’integrazione una volta ottenuta la protezione.
I consulenti per la mobilità suggeriscono alle multinazionali di rivedere i piani di emergenza per la forza lavoro, soprattutto per i progetti che coinvolgono subappaltatori extra-UE. I team legali dovrebbero inoltre monitorare le prossime sfide giudiziarie che potrebbero modificare o limitare la politica tedesca di respingimento nel 2026.
Fonte: DIE ZEIT / dpa