
La Spagna ha chiuso il 2025 con 35.935 arrivi irregolari di migranti via mare e terra, registrando un calo del 40,4% rispetto allo stesso periodo del 2024, secondo i dati del Ministero dell’Interno analizzati da Europa Press il giorno di Natale. Questo netto calo interrompe due anni consecutivi di flussi record e riporta i numeri ai livelli pre-pandemici.
La diminuzione più significativa si registra sulla rotta delle Isole Canarie, dove gli arrivi sono diminuiti di quasi il 60%, scendendo a 17.555, dopo che il Marocco ha intensificato i controlli e Frontex ha aumentato la sorveglianza aerea. Anche i salvataggi marittimi nello Stretto di Gibilterra sono diminuiti, con 32.212 persone intercettate rispetto a quasi 58.000 dell’anno precedente. Al contrario, gli attraversamenti terrestri verso Ceuta e Melilla sono aumentati del 50%, evidenziando una pressione crescente sulle due enclave spagnole in Nord Africa.
Per le aziende che gestiscono programmi di lavoratori distaccati o stagionali, questi numeri più contenuti significano meno congestione nei centri di accoglienza umanitaria e tempi più rapidi per il rilascio del NIE (numero di identificazione per stranieri) per le assunzioni autorizzate. Fragomen segnala che i tempi di elaborazione delle richieste di asilo a Madrid sono già scesi da 14 a 8 mesi dall’estate.
Sul piano politico, il governo Sánchez attribuisce il merito agli accordi bilaterali di rimpatrio, in particolare l’intesa di luglio con il Senegal, e all’ampliamento delle vie legali di migrazione, come il visto circolare per l’agricoltura. Le ONG avvertono però che il numero di morti in mare resta elevato e sollecitano investimenti in progetti pilota di rotte sicure proposti dal Patto UE su Migrazione e Asilo.
Le aziende che trasferiscono personale devono monitorare le variazioni regionali: nelle Baleari si è registrato un aumento del 27% degli sbarchi con piccole imbarcazioni, spingendo l’aeroporto di Palma a rafforzare il personale di polizia di frontiera durante il periodo natalizio. I team di compliance devono garantire che i lavoratori distaccati abbiano documenti che attestino lo status legale, vista l’intensificazione dei controlli a sorpresa della Guardia Civil nelle località turistiche. Nel complesso, i dati del 2025 alleviano la pressione politica in vista delle elezioni regionali del 2026, ma il dibattito sulle esigenze demografiche a lungo termine rispetto al controllo delle frontiere rimarrà al centro dell’attenzione.
La diminuzione più significativa si registra sulla rotta delle Isole Canarie, dove gli arrivi sono diminuiti di quasi il 60%, scendendo a 17.555, dopo che il Marocco ha intensificato i controlli e Frontex ha aumentato la sorveglianza aerea. Anche i salvataggi marittimi nello Stretto di Gibilterra sono diminuiti, con 32.212 persone intercettate rispetto a quasi 58.000 dell’anno precedente. Al contrario, gli attraversamenti terrestri verso Ceuta e Melilla sono aumentati del 50%, evidenziando una pressione crescente sulle due enclave spagnole in Nord Africa.
Per le aziende che gestiscono programmi di lavoratori distaccati o stagionali, questi numeri più contenuti significano meno congestione nei centri di accoglienza umanitaria e tempi più rapidi per il rilascio del NIE (numero di identificazione per stranieri) per le assunzioni autorizzate. Fragomen segnala che i tempi di elaborazione delle richieste di asilo a Madrid sono già scesi da 14 a 8 mesi dall’estate.
Sul piano politico, il governo Sánchez attribuisce il merito agli accordi bilaterali di rimpatrio, in particolare l’intesa di luglio con il Senegal, e all’ampliamento delle vie legali di migrazione, come il visto circolare per l’agricoltura. Le ONG avvertono però che il numero di morti in mare resta elevato e sollecitano investimenti in progetti pilota di rotte sicure proposti dal Patto UE su Migrazione e Asilo.
Le aziende che trasferiscono personale devono monitorare le variazioni regionali: nelle Baleari si è registrato un aumento del 27% degli sbarchi con piccole imbarcazioni, spingendo l’aeroporto di Palma a rafforzare il personale di polizia di frontiera durante il periodo natalizio. I team di compliance devono garantire che i lavoratori distaccati abbiano documenti che attestino lo status legale, vista l’intensificazione dei controlli a sorpresa della Guardia Civil nelle località turistiche. Nel complesso, i dati del 2025 alleviano la pressione politica in vista delle elezioni regionali del 2026, ma il dibattito sulle esigenze demografiche a lungo termine rispetto al controllo delle frontiere rimarrà al centro dell’attenzione.
Fonte: Europa Press
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