
Il Ministero dell’Interno finlandese ha confermato un aumento significativo delle tariffe per i servizi di immigrazione. Dal 1° gennaio 2026, il costo per la domanda online di permesso di soggiorno permanente (PR) passerà da 240 € a 380 €; le domande cartacee saliranno da 350 € a 600 €. Le autorità spiegano che gli aumenti riflettono i costi reali di gestione e finanziano investimenti tecnologici.
In una prospettiva futura, il ministero ha anche annunciato l’introduzione di un test obbligatorio per la cittadinanza a partire da gennaio 2027. I candidati dovranno superare un esame computerizzato che verterà su conoscenze civiche, nozioni di base di diritto e lingua finlandese quotidiana. Un programma preliminare sarà pubblicato la prossima primavera, con test di prova disponibili entro la fine del 2026.
Le associazioni imprenditoriali accettano l’aumento delle tariffe, ma avvertono che rincari così marcati potrebbero scoraggiare talenti qualificati con stipendi medi. “Un extra di 140 € a domanda non è trascurabile per una famiglia di quattro persone,” sottolinea la Camera di Commercio finlandese. Migri replica che solo il 18% delle domande PR attualmente è cartaceo e che l’efficienza digitale porterà a una stabilizzazione delle tariffe.
Le aziende con un ampio numero di trasferimenti internazionali dovrebbero aggiornare i budget per la mobilità e comunicare tempestivamente l’obbligo del test di cittadinanza, così da permettere ai dipendenti di pianificare corsi di lingua. Il ministero ha anticipato che saranno disponibili materiali preparatori online gratuiti, ma è probabile che a Helsinki, Tampere e Oulu si sviluppino corsi in aula come opportunità di nicchia.
Unitamente all’allungamento recente dei tempi per i permessi di soggiorno, le riforme evidenziano la volontà della Finlandia di coniugare apertura ai talenti con criteri più rigorosi di integrazione.
In una prospettiva futura, il ministero ha anche annunciato l’introduzione di un test obbligatorio per la cittadinanza a partire da gennaio 2027. I candidati dovranno superare un esame computerizzato che verterà su conoscenze civiche, nozioni di base di diritto e lingua finlandese quotidiana. Un programma preliminare sarà pubblicato la prossima primavera, con test di prova disponibili entro la fine del 2026.
Le associazioni imprenditoriali accettano l’aumento delle tariffe, ma avvertono che rincari così marcati potrebbero scoraggiare talenti qualificati con stipendi medi. “Un extra di 140 € a domanda non è trascurabile per una famiglia di quattro persone,” sottolinea la Camera di Commercio finlandese. Migri replica che solo il 18% delle domande PR attualmente è cartaceo e che l’efficienza digitale porterà a una stabilizzazione delle tariffe.
Le aziende con un ampio numero di trasferimenti internazionali dovrebbero aggiornare i budget per la mobilità e comunicare tempestivamente l’obbligo del test di cittadinanza, così da permettere ai dipendenti di pianificare corsi di lingua. Il ministero ha anticipato che saranno disponibili materiali preparatori online gratuiti, ma è probabile che a Helsinki, Tampere e Oulu si sviluppino corsi in aula come opportunità di nicchia.
Unitamente all’allungamento recente dei tempi per i permessi di soggiorno, le riforme evidenziano la volontà della Finlandia di coniugare apertura ai talenti con criteri più rigorosi di integrazione.
Fonte: BusinessDay
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