
Le autorità turistiche brasiliane hanno confermato di essere al lavoro su un decreto che eliminerà l’obbligo di visto per i cittadini cinesi, con un annuncio ufficiale previsto per i primi mesi del 2026. Questa mossa segue la decisione unilaterale di Pechino, presa all’inizio di quest’anno, di concedere ai brasiliani un accesso senza visto di 30 giorni, e punta a conquistare una fetta più ampia del mercato cinese in rapida espansione.
La nuova politica arriva dopo un anno record per il turismo brasiliano: nel 2025 il Paese ha accolto nove milioni di visitatori internazionali, superando nettamente i livelli pre-pandemia. Le autorità ritengono che un accordo reciproco con la Cina possa accelerare ulteriormente questa crescita, attirando turisti cinesi con elevata capacità di spesa verso hub strategici come Rio de Janeiro, São Paulo e Foz do Iguaçu, oltre che verso destinazioni eco-sostenibili nell’Amazzonia.
Oltre al turismo di piacere, l’esenzione dal visto dovrebbe favorire anche visite business-to-business e missioni di investimento in vista dell’Anno della Cultura e del Turismo 2026 tra i due Paesi. Le associazioni locali del settore alberghiero stanno già invitando gli hotel a investire in personale che parli mandarino e in soluzioni di pagamento mobile diffuse in Cina. Le compagnie aeree, intanto, stanno valutando l’aumento delle frequenze sulle rotte São Paulo–Guangzhou e Pechino–Rio per soddisfare la domanda prevista.
I dettagli pratici — come le categorie di passaporto ammesse, la durata massima del soggiorno e i tempi di attuazione — saranno resi noti in una circolare congiunta dei Ministeri del Turismo e degli Esteri, una volta che il decreto avrà superato la revisione presidenziale. Fino ad allora, i cittadini cinesi dovranno continuare a richiedere il visto turistico o d’affari per il Brasile.
La nuova politica arriva dopo un anno record per il turismo brasiliano: nel 2025 il Paese ha accolto nove milioni di visitatori internazionali, superando nettamente i livelli pre-pandemia. Le autorità ritengono che un accordo reciproco con la Cina possa accelerare ulteriormente questa crescita, attirando turisti cinesi con elevata capacità di spesa verso hub strategici come Rio de Janeiro, São Paulo e Foz do Iguaçu, oltre che verso destinazioni eco-sostenibili nell’Amazzonia.
Oltre al turismo di piacere, l’esenzione dal visto dovrebbe favorire anche visite business-to-business e missioni di investimento in vista dell’Anno della Cultura e del Turismo 2026 tra i due Paesi. Le associazioni locali del settore alberghiero stanno già invitando gli hotel a investire in personale che parli mandarino e in soluzioni di pagamento mobile diffuse in Cina. Le compagnie aeree, intanto, stanno valutando l’aumento delle frequenze sulle rotte São Paulo–Guangzhou e Pechino–Rio per soddisfare la domanda prevista.
I dettagli pratici — come le categorie di passaporto ammesse, la durata massima del soggiorno e i tempi di attuazione — saranno resi noti in una circolare congiunta dei Ministeri del Turismo e degli Esteri, una volta che il decreto avrà superato la revisione presidenziale. Fino ad allora, i cittadini cinesi dovranno continuare a richiedere il visto turistico o d’affari per il Brasile.
Fonte: Travel and Tour World
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