
Il Sindacato Nazionale degli Aeronauti del Brasile (SNA), che rappresenta oltre 15.000 piloti, copiloti e assistenti di volo, ha dichiarato lo “stato di sciopero” e ha convocato assemblee per votare una proposta di accordo salariale presentata dalla Corte Superiore del Lavoro. Se i membri respingeranno l’offerta durante l’incontro del 29 dicembre a San Paolo, uno sciopero nazionale potrebbe iniziare il primo gennaio, nel pieno della stagione estiva delle vacanze in Brasile.
Il sindacato sostiene che l’aumento record del numero di passeggeri e delle tariffe non si è tradotto in migliori salari o condizioni di lavoro. Le compagnie aeree, rappresentate dal Sindacato Nazionale delle Compagnie Aeree (Snea), replicano che l’impennata dei prezzi del carburante e la debolezza del real hanno ridotto i margini di profitto e che le richieste salariali superiori all’inflazione mettono a rischio i piani di espansione della flotta.
Uno sciopero di 24 ore paralizzerebbe le operazioni nazionali e internazionali proprio nel momento in cui gli aeroporti si preparano a un picco post-natalizio. Solo l’aeroporto di San Paolo/Guarulhos prevede quasi due milioni di passeggeri tra Natale e il 2 gennaio. Le agenzie di gestione viaggi stimano che anche uno sciopero di un solo giorno potrebbe lasciare a terra 300.000 viaggiatori e creare un arretrato destinato a protrarsi fino alla prima settimana lavorativa del 2026.
I responsabili della mobilità aziendale stanno già attivando piani di emergenza: dirottando il personale su vettori stranieri con equipaggi non brasiliani, prenotando biglietti flessibili tramite hub vicini e stanziando budget extra per l’alloggio. Il Ministero del Lavoro finora ha evitato di imporre servizi minimi, ma sta mediando le trattative. Gli osservatori sottolineano che in passato gli scioperi sono stati evitati all’ultimo momento; tuttavia, il tono inasprito del sindacato lascia presagire che saranno necessarie concessioni per mantenere i voli in attività.
Il sindacato sostiene che l’aumento record del numero di passeggeri e delle tariffe non si è tradotto in migliori salari o condizioni di lavoro. Le compagnie aeree, rappresentate dal Sindacato Nazionale delle Compagnie Aeree (Snea), replicano che l’impennata dei prezzi del carburante e la debolezza del real hanno ridotto i margini di profitto e che le richieste salariali superiori all’inflazione mettono a rischio i piani di espansione della flotta.
Uno sciopero di 24 ore paralizzerebbe le operazioni nazionali e internazionali proprio nel momento in cui gli aeroporti si preparano a un picco post-natalizio. Solo l’aeroporto di San Paolo/Guarulhos prevede quasi due milioni di passeggeri tra Natale e il 2 gennaio. Le agenzie di gestione viaggi stimano che anche uno sciopero di un solo giorno potrebbe lasciare a terra 300.000 viaggiatori e creare un arretrato destinato a protrarsi fino alla prima settimana lavorativa del 2026.
I responsabili della mobilità aziendale stanno già attivando piani di emergenza: dirottando il personale su vettori stranieri con equipaggi non brasiliani, prenotando biglietti flessibili tramite hub vicini e stanziando budget extra per l’alloggio. Il Ministero del Lavoro finora ha evitato di imporre servizi minimi, ma sta mediando le trattative. Gli osservatori sottolineano che in passato gli scioperi sono stati evitati all’ultimo momento; tuttavia, il tono inasprito del sindacato lascia presagire che saranno necessarie concessioni per mantenere i voli in attività.
Fonte: VisaHQ Global Mobility News
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