
In un’intervista pubblicata il 28 dicembre, il viceministro dell’Interno Maciej Duszczyk ha confermato che la Polonia punta a completare entro la prossima estate il muro rinforzato e il sistema di sorveglianza lungo i 418 chilometri di confine con la Bielorussia. La barriera, un potenziamento della recinzione in acciaio eretta nel 2022, sarà dotata di sensori di movimento, telecamere termiche e di una zona di esclusione ampliata, pensata per contrastare le spinte migratorie sponsorizzate dallo Stato, attribuite a Minsk.
Le autorità affermano che la costruzione garantirà una “tenuta” del confine quasi totale, permettendo a Varsavia di ridurre i controlli straordinari lungo i confini occidentali con Germania e Repubblica Ceca. Ciò potrebbe ridurre i tempi di transito per il trasporto su strada diretto ai porti di Amburgo e Rotterdam, ma solo se la pressione migratoria si attenuerà.
Le organizzazioni per i diritti umani hanno già criticato il progetto, avvertendo che l’ampliamento della zona di esclusione limiterà l’accesso delle ONG e complicherà il lavoro dei team di compliance aziendale impegnati in visite di due diligence presso i fornitori nella regione di Białowieża. Le aziende che invieranno personale all’interno della fascia di 200 metri dovranno probabilmente ottenere permessi speciali dalla Guardia di Frontiera una volta entrate in vigore le nuove normative.
Per i programmi di mobilità globale, il calendario dei lavori si sovrappone al passaggio della Polonia, previsto per gennaio 2026, all’obbligo di presentare online le domande di permesso di soggiorno, costringendo i team HR a gestire contemporaneamente le nuove regole di frontiera e le riforme digitali sull’immigrazione. Si consiglia di pianificare in anticipo il coinvolgimento degli stakeholder e di elaborare scenari.
Le autorità affermano che la costruzione garantirà una “tenuta” del confine quasi totale, permettendo a Varsavia di ridurre i controlli straordinari lungo i confini occidentali con Germania e Repubblica Ceca. Ciò potrebbe ridurre i tempi di transito per il trasporto su strada diretto ai porti di Amburgo e Rotterdam, ma solo se la pressione migratoria si attenuerà.
Le organizzazioni per i diritti umani hanno già criticato il progetto, avvertendo che l’ampliamento della zona di esclusione limiterà l’accesso delle ONG e complicherà il lavoro dei team di compliance aziendale impegnati in visite di due diligence presso i fornitori nella regione di Białowieża. Le aziende che invieranno personale all’interno della fascia di 200 metri dovranno probabilmente ottenere permessi speciali dalla Guardia di Frontiera una volta entrate in vigore le nuove normative.
Per i programmi di mobilità globale, il calendario dei lavori si sovrappone al passaggio della Polonia, previsto per gennaio 2026, all’obbligo di presentare online le domande di permesso di soggiorno, costringendo i team HR a gestire contemporaneamente le nuove regole di frontiera e le riforme digitali sull’immigrazione. Si consiglia di pianificare in anticipo il coinvolgimento degli stakeholder e di elaborare scenari.
Fonte: Ukrinform