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L'Irlanda registra un calo del 30% nelle nuove domande di asilo nel 2025

gen 8, 2026
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L'Irlanda registra un calo del 30% nelle nuove domande di asilo nel 2025
Il Dipartimento di Giustizia irlandese ha confermato mercoledì 7 gennaio 2026 che nel 2025 sono state presentate 13.160 domande di protezione internazionale, in calo rispetto al record di 18.651 richieste registrate nel 2024. La diminuzione di 5.491 domande rappresenta un calo di quasi il 30% su base annua, riportando i volumi annuali al di sotto dei picchi del 2023. Le autorità attribuiscono questa forte contrazione a una serie di misure dissuasive introdotte negli ultimi 18 mesi, tra cui la designazione di 15 Stati come “paesi di origine sicuri”, procedure decisionali accelerate in due fasi e un maggiore focus sui rimpatri volontari e forzati.

Nel quadro accelerato, le richieste provenienti da cittadini di paesi sicuri vengono ora esaminate in appena tre mesi. I dati interni mostrano che le domande da queste giurisdizioni sono diminuite di quasi il 70% nel 2025, suggerendo che il modello di valutazione rapida sta agendo come un freno significativo alle richieste infondate. Parallelamente, lo scorso anno 1.609 richiedenti hanno optato per il rimpatrio volontario, con un aumento del 72% rispetto al 2024, mentre i rimpatri forzati sono saliti a 205.

L'Irlanda registra un calo del 30% nelle nuove domande di asilo nel 2025


Le ultime statistiche alleviano la pressione sulla rete di accoglienza irlandese, già sotto stress, che a fine dicembre ospitava quasi 33.000 richiedenti protezione in oltre 300 centri. Tuttavia, fonti governative avvertono che l’arretrato presso il Tribunale d’Appello per la Protezione Internazionale supera ancora i 16.000 casi e che la capacità di accoglienza rimane “criticamente limitata”. Le ONG hanno esortato i ministri a combinare le misure dissuasive con percorsi di integrazione più rapidi per chi ottiene lo status.

Per i datori di lavoro, il calo degli arrivi potrebbe tradursi in un bacino più ridotto di titolari di permessi di lavoro per richiedenti asilo nel corso dell’anno. Le aziende che si affidano al sistema di permessi di lavoro — disponibile dopo sei mesi nel processo di protezione — dovrebbero monitorare eventuali restrizioni nell’offerta e valutare canali di reclutamento alternativi. I responsabili della mobilità devono inoltre considerare che le designazioni dei paesi sicuri vengono riviste trimestralmente; eventuali modifiche potrebbero riaprire rapidamente i flussi da determinati mercati.

Dal punto di vista della conformità, la posizione più rigorosa del governo segnala un aumento dei controlli su soggiorni irregolari e rimpatri di richiedenti respinti. Le multinazionali devono assicurarsi che eventuali collaboratori o visitatori provenienti da paesi terzi abbiano lo status migratorio corretto e siano informati sulle procedure di controllo più stringenti in uscita da porti e aeroporti.
Fonte: The Irish Times

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