
Il Ministero degli Affari Esteri indiano (MEA) ha emesso un avviso di “evitare viaggi” in Iran, dopo che le proteste a livello nazionale si sono intensificate e sono diventate violente. L’avviso del 6 gennaio consiglia ai cittadini indiani e alle persone di origine indiana di posticipare tutti i viaggi non essenziali e invita chi si trova già in Iran a registrarsi presso l’Ambasciata a Teheran, a rimanere in casa dopo il tramonto e a evitare le zone delle manifestazioni.
L’avviso segue una settimana di disordini scatenati da problemi economici e dal forte calo del rial iraniano; almeno una dozzina di persone sono morte dal 30 dicembre. La risposta di Teheran ha incluso interruzioni intermittenti di internet e un aumento dei posti di blocco della polizia, condizioni che complicano le evacuazioni d’emergenza o l’assistenza consolare.
Per i team indiani impegnati nei settori energetico e infrastrutturale in Iran, le indicazioni hanno implicazioni operative immediate. I datori di lavoro stanno attivando piani di emergenza che prevedono protocolli di contatto quotidiani, rifugi sicuri a Qom e Shiraz e possibili rimpatri scaglionati via Doha o Muscat, vista la riduzione dei voli diretti.
I broker assicurativi segnalano che la maggior parte delle polizze aziendali per i rischi di viaggio classificherà ora l’Iran come zona di “guerra e terrorismo”, con conseguente aumento dei premi e necessità di ulteriori approvazioni per viaggi urgenti. Nel frattempo, i consulenti per i visti avvertono che l’elaborazione dei visti commerciali iraniani presso l’ambasciata di Nuova Delhi potrebbe rallentare a causa dell’accumulo di pratiche e dei controlli di sicurezza.
Il MEA ha dichiarato di monitorare la situazione e aggiornerà l’avviso se necessario. I responsabili della mobilità devono rivedere gli obblighi di tutela e assicurarsi che tutti i cittadini indiani in missioni a lungo termine abbiano visti di uscita validi e copie dei documenti chiave archiviate nel cloud.
L’avviso segue una settimana di disordini scatenati da problemi economici e dal forte calo del rial iraniano; almeno una dozzina di persone sono morte dal 30 dicembre. La risposta di Teheran ha incluso interruzioni intermittenti di internet e un aumento dei posti di blocco della polizia, condizioni che complicano le evacuazioni d’emergenza o l’assistenza consolare.
Per i team indiani impegnati nei settori energetico e infrastrutturale in Iran, le indicazioni hanno implicazioni operative immediate. I datori di lavoro stanno attivando piani di emergenza che prevedono protocolli di contatto quotidiani, rifugi sicuri a Qom e Shiraz e possibili rimpatri scaglionati via Doha o Muscat, vista la riduzione dei voli diretti.
I broker assicurativi segnalano che la maggior parte delle polizze aziendali per i rischi di viaggio classificherà ora l’Iran come zona di “guerra e terrorismo”, con conseguente aumento dei premi e necessità di ulteriori approvazioni per viaggi urgenti. Nel frattempo, i consulenti per i visti avvertono che l’elaborazione dei visti commerciali iraniani presso l’ambasciata di Nuova Delhi potrebbe rallentare a causa dell’accumulo di pratiche e dei controlli di sicurezza.
Il MEA ha dichiarato di monitorare la situazione e aggiornerà l’avviso se necessario. I responsabili della mobilità devono rivedere gli obblighi di tutela e assicurarsi che tutti i cittadini indiani in missioni a lungo termine abbiano visti di uscita validi e copie dei documenti chiave archiviate nel cloud.
Fonte: The Times of India
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