
Nuove statistiche pubblicate dal Dipartimento di Giustizia il 7 gennaio mostrano che nel 2025 in Irlanda 13.160 persone hanno richiesto protezione internazionale, in calo rispetto al record di 18.651 del 2024. Il calo del 29,4% su base annua segue una serie di misure dissuasive, tra cui la designazione di 15 “paesi di origine sicuri”, l’introduzione di un modello decisionale accelerato in due fasi e un maggiore focus sui rimpatri volontari e forzati.
Con il nuovo sistema rapido, le domande provenienti da cittadini di paesi sicuri vengono ora valutate in appena tre mesi. I dati interni indicano che le richieste da queste giurisdizioni sono diminuite di quasi il 70% lo scorso anno. Nel frattempo, 1.609 richiedenti hanno optato per il rimpatrio volontario, con un aumento del 72%, mentre i rimpatri forzati sono saliti a 205. Le autorità affermano che questa combinazione di politiche sta iniziando ad alleviare la pressione sulla rete di accoglienza, che a fine dicembre ospitava quasi 33.000 richiedenti protezione in oltre 300 centri.
Per i team di mobilità globale, questo calo più marcato potrebbe tradursi in un numero inferiore di titolari di permessi di lavoro per richiedenti asilo entro la fine dell’anno. Secondo le regole attuali, i richiedenti protezione possono accedere al mercato del lavoro dopo sei mesi dal deposito della domanda; i datori di lavoro che si affidano a questo bacino potrebbero dover diversificare i canali di reclutamento o rivedere i modelli di pianificazione del personale.
Le associazioni di tutela hanno invitato il Governo a integrare la strategia dissuasiva con percorsi di integrazione più rapidi per chi ottiene lo status, sottolineando che i lunghi tempi di attesa e l’accesso limitato alla formazione ostacolano l’inserimento lavorativo. Il Dipartimento di Giustizia ha annunciato una revisione dei supporti all’integrazione, con proposte attese in Consiglio dei Ministri nel secondo trimestre del 2026.
Dal punto di vista della compliance, i responsabili della mobilità devono prepararsi a un aumento dei controlli su soggiorni irregolari e rimpatri di richiedenti respinti presso porti e aeroporti. Le aziende che ospitano collaboratori provenienti da giurisdizioni ad alto rischio sono invitate a verificare la documentazione di immigrazione e a garantire sistemi efficaci di monitoraggio delle uscite.
Con il nuovo sistema rapido, le domande provenienti da cittadini di paesi sicuri vengono ora valutate in appena tre mesi. I dati interni indicano che le richieste da queste giurisdizioni sono diminuite di quasi il 70% lo scorso anno. Nel frattempo, 1.609 richiedenti hanno optato per il rimpatrio volontario, con un aumento del 72%, mentre i rimpatri forzati sono saliti a 205. Le autorità affermano che questa combinazione di politiche sta iniziando ad alleviare la pressione sulla rete di accoglienza, che a fine dicembre ospitava quasi 33.000 richiedenti protezione in oltre 300 centri.
Per i team di mobilità globale, questo calo più marcato potrebbe tradursi in un numero inferiore di titolari di permessi di lavoro per richiedenti asilo entro la fine dell’anno. Secondo le regole attuali, i richiedenti protezione possono accedere al mercato del lavoro dopo sei mesi dal deposito della domanda; i datori di lavoro che si affidano a questo bacino potrebbero dover diversificare i canali di reclutamento o rivedere i modelli di pianificazione del personale.
Le associazioni di tutela hanno invitato il Governo a integrare la strategia dissuasiva con percorsi di integrazione più rapidi per chi ottiene lo status, sottolineando che i lunghi tempi di attesa e l’accesso limitato alla formazione ostacolano l’inserimento lavorativo. Il Dipartimento di Giustizia ha annunciato una revisione dei supporti all’integrazione, con proposte attese in Consiglio dei Ministri nel secondo trimestre del 2026.
Dal punto di vista della compliance, i responsabili della mobilità devono prepararsi a un aumento dei controlli su soggiorni irregolari e rimpatri di richiedenti respinti presso porti e aeroporti. Le aziende che ospitano collaboratori provenienti da giurisdizioni ad alto rischio sono invitate a verificare la documentazione di immigrazione e a garantire sistemi efficaci di monitoraggio delle uscite.
Come può aiutarti VisaHQ
VisaHQ semplifica la richiesta del visto per privati e aziende. Verifica i requisiti di viaggio aggiornati, prepara i documenti necessari e gestisci la tua richiesta online tramite il portale VisaHQ per Irlanda.Di più da Irlanda
Visualizza tutto
La tempesta Goretti scatena allerte meteo che potrebbero compromettere i viaggi nel sud dell'Irlanda
Il porto di Holyhead riapre dopo l'incidente durante l'attracco del traghetto, ripristinando il fondamentale collegamento merci tra Dublino e il Galles