
La prima grande mobilitazione sindacale in Italia del 2026 scatterà venerdì 9 gennaio, con scioperi simultanei di operatori a terra negli aeroporti, equipaggi di cabina easyJet e Vueling, e lavoratori del trasporto urbano. L’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC) ha attivato la lista dei voli garantiti, assicurando operazioni solo tra le 07:00-10:00 e le 18:00-21:00, oltre a una rotazione giornaliera verso Sardegna e Sicilia.
Il personale Swissport Italia a Milano Linate ha proclamato uno sciopero di 24 ore, mentre il sindacato nazionale CUB Trasporti ha programmato uno stop di quattro ore, dalle 13:00 alle 17:00, negli aeroporti di tutta la penisola. Parallelamente, gli equipaggi di cabina di easyJet e Vueling incroceranno le braccia per otto ore, complicando ulteriormente la situazione proprio nel momento in cui i viaggi d’affari riprendono vigore dopo le festività.
Le compagnie aeree hanno già ridotto i loro programmi: ITA Airways ha cancellato 20 tratte nazionali, soprattutto sulla tratta ad alta frequenza Roma-Milano, offrendo la possibilità di riprenotazioni gratuite o rimborsi fino al 12 gennaio. Trenitalia e Italo segnalano “gravi disagi” sulle linee ad alta velocità dalle 21:00 del 9 gennaio alle 21:00 del 10 gennaio, con possibili ripercussioni sui trasferimenti aeroportuali e sugli spostamenti del weekend.
I responsabili dei viaggi aziendali sono invitati a consigliare al personale di privilegiare voli nelle fasce orarie garantite, di optare per il solo bagaglio a mano per evitare ritardi nelle consegne, e di prevedere almeno quattro ore di margine per collegamenti ferroviari o stradali. Secondo il regolamento UE 261, le compagnie devono garantire riprotezioni o rimborsi, ma non indennizzi se dimostrano che il disservizio è dovuto a cause straordinarie; è quindi fondamentale documentare tutte le comunicazioni per accelerare le pratiche di rimborso.
Sul lungo periodo, lo sciopero evidenzia le tensioni croniche nel settore dell’aviazione italiano, dove la privatizzazione dei servizi di handling ha creato disparità salariali tra appaltatori e dipendenti delle compagnie aeree. I team di mobilità potrebbero valutare l’uso di strumenti di monitoraggio dei viaggiatori e considerare hub alternativi come Zurigo o Vienna per incontri cruciali durante i picchi di agitazione sindacale.
Il personale Swissport Italia a Milano Linate ha proclamato uno sciopero di 24 ore, mentre il sindacato nazionale CUB Trasporti ha programmato uno stop di quattro ore, dalle 13:00 alle 17:00, negli aeroporti di tutta la penisola. Parallelamente, gli equipaggi di cabina di easyJet e Vueling incroceranno le braccia per otto ore, complicando ulteriormente la situazione proprio nel momento in cui i viaggi d’affari riprendono vigore dopo le festività.
Le compagnie aeree hanno già ridotto i loro programmi: ITA Airways ha cancellato 20 tratte nazionali, soprattutto sulla tratta ad alta frequenza Roma-Milano, offrendo la possibilità di riprenotazioni gratuite o rimborsi fino al 12 gennaio. Trenitalia e Italo segnalano “gravi disagi” sulle linee ad alta velocità dalle 21:00 del 9 gennaio alle 21:00 del 10 gennaio, con possibili ripercussioni sui trasferimenti aeroportuali e sugli spostamenti del weekend.
I responsabili dei viaggi aziendali sono invitati a consigliare al personale di privilegiare voli nelle fasce orarie garantite, di optare per il solo bagaglio a mano per evitare ritardi nelle consegne, e di prevedere almeno quattro ore di margine per collegamenti ferroviari o stradali. Secondo il regolamento UE 261, le compagnie devono garantire riprotezioni o rimborsi, ma non indennizzi se dimostrano che il disservizio è dovuto a cause straordinarie; è quindi fondamentale documentare tutte le comunicazioni per accelerare le pratiche di rimborso.
Sul lungo periodo, lo sciopero evidenzia le tensioni croniche nel settore dell’aviazione italiano, dove la privatizzazione dei servizi di handling ha creato disparità salariali tra appaltatori e dipendenti delle compagnie aeree. I team di mobilità potrebbero valutare l’uso di strumenti di monitoraggio dei viaggiatori e considerare hub alternativi come Zurigo o Vienna per incontri cruciali durante i picchi di agitazione sindacale.
Fonte: VisaVerge News