
I datori di lavoro che sponsorizzano lavoratori altamente qualificati per la Blue Card UE in Italia devono prepararsi a tempi di attesa più lunghi dopo la revisione del portale di domanda da parte del Ministero dell’Interno, avvenuta a dicembre 2025. Secondo lo studio legale Fragomen, il sistema ora richiede l’accesso tramite l’identità digitale del rappresentante legale, effettua automaticamente il controllo dei dati finanziari aziendali e, cosa fondamentale, impone di fornire dettagli catastali precisi sull’alloggio iniziale del lavoratore trasferito.
Sebbene queste modifiche mirino a contrastare le frodi, aggiungono almeno tre passaggi procedurali e possono bloccare la pratica fino a una settimana in caso di ritardi nei registri immobiliari pubblici. Fragomen segnala che i tempi di elaborazione si sono allungati di 3-4 settimane, causando ritardi nelle date di inizio per ingegneri e manager in arrivo nel primo trimestre 2026.
I team HR globali dovranno quindi rivedere i propri piani: le trattative per i contratti di locazione dovranno anticiparsi e la registrazione in busta paga potrebbe slittare al secondo mese di assegnazione. Le aziende senza firma digitale italiana per il proprio direttore dovranno inoltre prevedere tempi per ottenerla.
Questo cambiamento riflette una tendenza europea più ampia a integrare controlli di sicurezza e fiscali direttamente nei portali digitali. L’Italia è il primo grande Paese UE a richiedere l’identificativo catastale già nella fase di presentazione della domanda; si prevede che Germania e Spagna ne valuteranno l’adozione.
In caso di caricamenti falliti, la pratica viene rimessa in coda: per questo i mobility manager sono invitati a salvare uno screenshot di ogni invio e a utilizzare la nuova funzione ‘domanda di verifica’ per segnalare eventuali problemi tecnici entro 48 ore.
Sebbene queste modifiche mirino a contrastare le frodi, aggiungono almeno tre passaggi procedurali e possono bloccare la pratica fino a una settimana in caso di ritardi nei registri immobiliari pubblici. Fragomen segnala che i tempi di elaborazione si sono allungati di 3-4 settimane, causando ritardi nelle date di inizio per ingegneri e manager in arrivo nel primo trimestre 2026.
I team HR globali dovranno quindi rivedere i propri piani: le trattative per i contratti di locazione dovranno anticiparsi e la registrazione in busta paga potrebbe slittare al secondo mese di assegnazione. Le aziende senza firma digitale italiana per il proprio direttore dovranno inoltre prevedere tempi per ottenerla.
Questo cambiamento riflette una tendenza europea più ampia a integrare controlli di sicurezza e fiscali direttamente nei portali digitali. L’Italia è il primo grande Paese UE a richiedere l’identificativo catastale già nella fase di presentazione della domanda; si prevede che Germania e Spagna ne valuteranno l’adozione.
In caso di caricamenti falliti, la pratica viene rimessa in coda: per questo i mobility manager sono invitati a salvare uno screenshot di ogni invio e a utilizzare la nuova funzione ‘domanda di verifica’ per segnalare eventuali problemi tecnici entro 48 ore.
Fonte: The Economic Times