
Il governo federale belga ha pubblicato un decreto reale che, a partire dal 1° marzo 2026, restringerà la definizione di “convivente” ai fini dell’assistenza sociale. Grazie a questa misura, promossa dal Ministro per l’Integrazione Sociale Anneleen Van Bossuyt, i Centri per l’Assistenza Sociale Pubblica (CPAS) dovranno considerare il reddito complessivo di tutti gli adulti che vivono sotto lo stesso tetto per valutare il diritto ai sussidi di reddito minimo.
Il Consiglio di Stato aveva avvertito che il testo potrebbe ridurre la protezione sociale e che mancano dati a supporto dei risparmi previsti, ma i ministri hanno deciso di procedere senza modifiche. Pur non essendo una norma specifica sull’immigrazione, il cambiamento avrà un impatto significativo sui cittadini stranieri a basso reddito che condividono appartamenti in attesa di permessi di lavoro, visti per studio o decisioni sull’asilo: il reddito del coinquilino potrebbe ora escluderli dall’accesso ai sussidi.
Punti chiave per consulenti in mobilità e immigrazione
• I lavoratori distaccati che portano con sé familiari a carico ma condividono l’alloggio con amici o parenti rischiano di perdere il sostegno sociale in caso di interruzione anticipata dell’incarico.
• Gli studenti internazionali che lavorano part-time potrebbero vedere superata la soglia reddituale familiare a causa del salario a tempo pieno del coinquilino.
• I datori di lavoro che utilizzano i certificati CPAS per dimostrare il supporto abitativo devono verificare che il personale trasferito continuerà a qualificarsi dopo il 1° marzo.
Il decreto rappresenta un ulteriore inasprimento delle regole belghe su ricongiungimento familiare e soglie di reddito, segnando una politica più ampia volta a contenere la spesa sociale legata alla migrazione.
Il Consiglio di Stato aveva avvertito che il testo potrebbe ridurre la protezione sociale e che mancano dati a supporto dei risparmi previsti, ma i ministri hanno deciso di procedere senza modifiche. Pur non essendo una norma specifica sull’immigrazione, il cambiamento avrà un impatto significativo sui cittadini stranieri a basso reddito che condividono appartamenti in attesa di permessi di lavoro, visti per studio o decisioni sull’asilo: il reddito del coinquilino potrebbe ora escluderli dall’accesso ai sussidi.
Punti chiave per consulenti in mobilità e immigrazione
• I lavoratori distaccati che portano con sé familiari a carico ma condividono l’alloggio con amici o parenti rischiano di perdere il sostegno sociale in caso di interruzione anticipata dell’incarico.
• Gli studenti internazionali che lavorano part-time potrebbero vedere superata la soglia reddituale familiare a causa del salario a tempo pieno del coinquilino.
• I datori di lavoro che utilizzano i certificati CPAS per dimostrare il supporto abitativo devono verificare che il personale trasferito continuerà a qualificarsi dopo il 1° marzo.
Il decreto rappresenta un ulteriore inasprimento delle regole belghe su ricongiungimento familiare e soglie di reddito, segnando una politica più ampia volta a contenere la spesa sociale legata alla migrazione.
Fonte: The Brussels Times