
La zona Brucargo dell’aeroporto di Bruxelles, uno dei principali hub europei per il trasporto aereo merci, è parzialmente paralizzata da giovedì sera dopo che decine di agricoltori fiamminghi hanno bloccato con i loro trattori le strade di accesso. I leader della protesta, appartenenti al Sindacato Generale degli Agricoltori (ABS), annunciano che l’azione proseguirà almeno fino a sabato mattina, 17 gennaio, a meno che le autorità belghe e dell’UE non si impegnino a sospendere la ratifica dell’accordo di libero scambio Mercosur, attualmente bloccato.
Il blocco segue un sistema a “corridoio di 10 minuti”: ogni mezz’ora i manifestanti lasciano passare i camion per dieci minuti, poi chiudono nuovamente la strada. Pur continuando i voli passeggeri, il blocco intermittente sta rallentando le operazioni di carico e scarico di farmaci sensibili alla temperatura, spedizioni e-commerce e componenti automobilistici che normalmente transitano attraverso il complesso merci da 1,3 milioni di tonnellate di Brucargo. La società aeroportuale di Bruxelles ha confermato che le spedizioni mediche, inclusi i trasporti urgenti di organi, hanno la priorità, ma ha avvertito che gli orari dei voli cargo per l’esportazione stanno già subendo ritardi di diverse ore.
Le aziende di logistica DHL, Singapore Airlines Cargo ed Ethiopian Cargo stanno dirottando le merci verso Liegi, Schiphol e Francoforte, aumentando i costi di trasporto su strada e mettendo a rischio le catene di approvvigionamento just-in-time per i produttori del Benelux. Gli spedizionieri stimano che ogni 12 ore di interruzione comportino perdite di circa 2 milioni di euro tra costi di stazionamento, coincidenze mancate e deterioramento delle merci, spese che probabilmente ricadranno sui clienti aziendali.
Le ragioni della protesta sono doppie. Da un lato, gli agricoltori temono che carne sudamericana possa presto entrare nell’UE senza dazi, ma prodotta con standard ambientali e di benessere animale inferiori, danneggiando i produttori belgi. Dall’altro, denunciano che i limiti nazionali alle emissioni di azoto e le norme sui pesticidi comprimono già i margini, costringendo l’agricoltura a “pagare due volte” per le politiche verdi, mentre altri settori godono di esenzioni. Il ministro dell’Agricoltura fiammingo Jo Brouns ha proposto un dialogo, ma al momento non si è raggiunto alcun compromesso.
Per i responsabili della mobilità globale l’impatto immediato riguarda trasferimenti aziendali e viaggi d’affari urgenti: beni personali e attrezzature per fiere prenotati su voli cargo potrebbero subire ritardi, e i dipendenti in arrivo potrebbero incontrare ingorghi sul Raccordo Anulare di Bruxelles. Si consiglia di adottare piani di emergenza, come riprenotare le spedizioni via Liegi o utilizzare servizi stradali espressi, fino alla fine del blocco. Sul lungo termine, la protesta evidenzia come i dibattiti sulle politiche commerciali possano rapidamente tradursi in disagi alle frontiere che si ripercuotono sui programmi di mobilità internazionale.
Il blocco segue un sistema a “corridoio di 10 minuti”: ogni mezz’ora i manifestanti lasciano passare i camion per dieci minuti, poi chiudono nuovamente la strada. Pur continuando i voli passeggeri, il blocco intermittente sta rallentando le operazioni di carico e scarico di farmaci sensibili alla temperatura, spedizioni e-commerce e componenti automobilistici che normalmente transitano attraverso il complesso merci da 1,3 milioni di tonnellate di Brucargo. La società aeroportuale di Bruxelles ha confermato che le spedizioni mediche, inclusi i trasporti urgenti di organi, hanno la priorità, ma ha avvertito che gli orari dei voli cargo per l’esportazione stanno già subendo ritardi di diverse ore.
Le aziende di logistica DHL, Singapore Airlines Cargo ed Ethiopian Cargo stanno dirottando le merci verso Liegi, Schiphol e Francoforte, aumentando i costi di trasporto su strada e mettendo a rischio le catene di approvvigionamento just-in-time per i produttori del Benelux. Gli spedizionieri stimano che ogni 12 ore di interruzione comportino perdite di circa 2 milioni di euro tra costi di stazionamento, coincidenze mancate e deterioramento delle merci, spese che probabilmente ricadranno sui clienti aziendali.
Le ragioni della protesta sono doppie. Da un lato, gli agricoltori temono che carne sudamericana possa presto entrare nell’UE senza dazi, ma prodotta con standard ambientali e di benessere animale inferiori, danneggiando i produttori belgi. Dall’altro, denunciano che i limiti nazionali alle emissioni di azoto e le norme sui pesticidi comprimono già i margini, costringendo l’agricoltura a “pagare due volte” per le politiche verdi, mentre altri settori godono di esenzioni. Il ministro dell’Agricoltura fiammingo Jo Brouns ha proposto un dialogo, ma al momento non si è raggiunto alcun compromesso.
Per i responsabili della mobilità globale l’impatto immediato riguarda trasferimenti aziendali e viaggi d’affari urgenti: beni personali e attrezzature per fiere prenotati su voli cargo potrebbero subire ritardi, e i dipendenti in arrivo potrebbero incontrare ingorghi sul Raccordo Anulare di Bruxelles. Si consiglia di adottare piani di emergenza, come riprenotare le spedizioni via Liegi o utilizzare servizi stradali espressi, fino alla fine del blocco. Sul lungo termine, la protesta evidenzia come i dibattiti sulle politiche commerciali possano rapidamente tradursi in disagi alle frontiere che si ripercuotono sui programmi di mobilità internazionale.
Fonte: The Brussels Times
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