
Il Ministero degli Esteri brasiliano ha confermato il 17 gennaio di aver scambiato le note diplomatiche finali con Nuova Delhi, dando così attuazione a un nuovo accordo reciproco sui visti che estende la validità dei visti turistici e per affari da cinque a dieci anni per i titolari di passaporti ordinari di entrambi i Paesi.
La modifica riduce notevolmente le procedure amministrative per le oltre 80 aziende brasiliane attive nei settori tecnologico e agroindustriale in India, così come per numerose imprese indiane di IT e ingegneria che aprono sedi a San Paolo e Campinas. Invece di dover richiedere il visto ogni pochi anni, i viaggiatori potranno usufruire di ingressi multipli per un intero decennio, allineando il regime Brasil-India agli standard di Stati Uniti e Schengen.
La maggiore durata non modifica le regole sul periodo di soggiorno (90 giorni per visita, prorogabili fino a 180 giorni ogni 12 mesi), ma offre ai team di mobilità maggiore flessibilità per rotazioni basate su progetti. Le tariffe per l’elaborazione dei visti rimangono invariate, e entrambi i governi continueranno a rilasciare e-visti parallelamente ai tradizionali adesivi.
Gli analisti considerano l’accordo un ulteriore passo nel crescente corridoio Sud-Sud. Il commercio bilaterale ha raggiunto un record di 16 miliardi di dollari nel 2025, e Adani Ports dell’India è tra i candidati per un nuovo terminal container a Santos. I gruppi del settore turistico sperano che l’upgrade dei visti stimoli le compagnie aeree a lanciare il tanto atteso volo diretto San Paolo–Mumbai.
Nel breve termine, le aziende dovrebbero verificare i profili dei viaggiatori: i frequent flyer con visti quinquennali in scadenza nel 2026-27 potrebbero trovare più conveniente attendere e richiedere il nuovo visto decennale piuttosto che rinnovare i documenti esistenti. I consolati di Mumbai, Bengaluru, Rio e Brasilia hanno aggiornato i calendari degli appuntamenti, con i primi visti decennali che dovrebbero essere rilasciati già questa settimana.
La modifica riduce notevolmente le procedure amministrative per le oltre 80 aziende brasiliane attive nei settori tecnologico e agroindustriale in India, così come per numerose imprese indiane di IT e ingegneria che aprono sedi a San Paolo e Campinas. Invece di dover richiedere il visto ogni pochi anni, i viaggiatori potranno usufruire di ingressi multipli per un intero decennio, allineando il regime Brasil-India agli standard di Stati Uniti e Schengen.
La maggiore durata non modifica le regole sul periodo di soggiorno (90 giorni per visita, prorogabili fino a 180 giorni ogni 12 mesi), ma offre ai team di mobilità maggiore flessibilità per rotazioni basate su progetti. Le tariffe per l’elaborazione dei visti rimangono invariate, e entrambi i governi continueranno a rilasciare e-visti parallelamente ai tradizionali adesivi.
Gli analisti considerano l’accordo un ulteriore passo nel crescente corridoio Sud-Sud. Il commercio bilaterale ha raggiunto un record di 16 miliardi di dollari nel 2025, e Adani Ports dell’India è tra i candidati per un nuovo terminal container a Santos. I gruppi del settore turistico sperano che l’upgrade dei visti stimoli le compagnie aeree a lanciare il tanto atteso volo diretto San Paolo–Mumbai.
Nel breve termine, le aziende dovrebbero verificare i profili dei viaggiatori: i frequent flyer con visti quinquennali in scadenza nel 2026-27 potrebbero trovare più conveniente attendere e richiedere il nuovo visto decennale piuttosto che rinnovare i documenti esistenti. I consolati di Mumbai, Bengaluru, Rio e Brasilia hanno aggiornato i calendari degli appuntamenti, con i primi visti decennali che dovrebbero essere rilasciati già questa settimana.
Fonte: Embassy News Agency
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