
In una conferenza stampa notturna a Roma il 23 gennaio, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il primo ministro italiano Giorgia Meloni hanno annunciato quella che hanno definito un’inedita intesa su politiche economiche e migratorie. La riunione congiunta dei due governi – solo la seconda del suo genere – ha prodotto una tabella di marcia per una maggiore coordinazione nella gestione delle frontiere Schengen, procedure di rimpatrio più rapide verso i paesi d’origine e l’impegno a promuovere nuove proposte per l’immigrazione qualificata a Bruxelles entro l’estate.
Merz ha sottolineato che Berlino e Roma perseguiranno una “politica migratoria responsabile” che bilanci gli obblighi umanitari con le esigenze del mercato del lavoro. La Germania, alle prese con un numero record di posti vacanti nei settori dell’ingegneria e della sanità, chiede il sostegno italiano per un visto europeo semplificato per i talenti, da sperimentare nel 2027. In cambio, Roma ha ottenuto il supporto tedesco per una missione marittima UE volta a contrastare le reti di trafficanti di esseri umani nel Mediterraneo centrale.
Per le imprese, questa sintonia politica è fondamentale. Se le due potenze economiche riusciranno a elaborare un piano comune, Bruxelles sarà più propensa ad accelerare le norme sull’attrazione di talenti e sul riconoscimento transfrontaliero delle licenze professionali – richieste da tempo avanzate dai gruppi industriali tedeschi.
L’incontro ha inoltre portato a un accordo per esplorare il riconoscimento reciproco delle credenziali digitali d’identità, che potrebbe permettere in futuro ai dirigenti in viaggio di utilizzare un’unica app-wallet ai varchi elettronici italiani e tedeschi. Gli esperti presenteranno studi di fattibilità entro ottobre.
I critici, tuttavia, avvertono che l’“esternalizzazione” della migrazione potrebbe indebolire i diritti d’asilo e aggravare le relazioni dell’UE con i paesi nordafricani. Le ONG per i diritti umani hanno esortato entrambi i governi a garantire che qualsiasi accordo sui rimpatri sia pienamente conforme alla Carta dei diritti fondamentali dell’UE.
Merz ha sottolineato che Berlino e Roma perseguiranno una “politica migratoria responsabile” che bilanci gli obblighi umanitari con le esigenze del mercato del lavoro. La Germania, alle prese con un numero record di posti vacanti nei settori dell’ingegneria e della sanità, chiede il sostegno italiano per un visto europeo semplificato per i talenti, da sperimentare nel 2027. In cambio, Roma ha ottenuto il supporto tedesco per una missione marittima UE volta a contrastare le reti di trafficanti di esseri umani nel Mediterraneo centrale.
Per le imprese, questa sintonia politica è fondamentale. Se le due potenze economiche riusciranno a elaborare un piano comune, Bruxelles sarà più propensa ad accelerare le norme sull’attrazione di talenti e sul riconoscimento transfrontaliero delle licenze professionali – richieste da tempo avanzate dai gruppi industriali tedeschi.
L’incontro ha inoltre portato a un accordo per esplorare il riconoscimento reciproco delle credenziali digitali d’identità, che potrebbe permettere in futuro ai dirigenti in viaggio di utilizzare un’unica app-wallet ai varchi elettronici italiani e tedeschi. Gli esperti presenteranno studi di fattibilità entro ottobre.
I critici, tuttavia, avvertono che l’“esternalizzazione” della migrazione potrebbe indebolire i diritti d’asilo e aggravare le relazioni dell’UE con i paesi nordafricani. Le ONG per i diritti umani hanno esortato entrambi i governi a garantire che qualsiasi accordo sui rimpatri sia pienamente conforme alla Carta dei diritti fondamentali dell’UE.
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