
Il Dipartimento di Giustizia irlandese ha confermato il 25 gennaio 2026 che un volo charter è partito dall’aeroporto di Dublino alle 12:30 trasportando 33 cittadini dell’UE—17 polacchi e 16 lituani—tutti con precedenti penali e condanne detentive. Le espulsioni sono state disposte ai sensi del Regolamento sulle Comunità Europee (Libera Circolazione delle Persone) del 2015, che recepisce la Direttiva UE sulla libera circolazione nella legislazione irlandese e consente l’allontanamento quando il comportamento di un individuo rappresenta una seria minaccia per l’ordine pubblico o la sicurezza.
Il Ministro della Giustizia Jim O’Callaghan ha dichiarato ai giornalisti che sono stati applicati divieti di rientro fino a dieci anni “per ribadire che la libertà di movimento è un privilegio, non una licenza per la criminalità.” Ha sottolineato che la stragrande maggioranza dei cittadini polacchi e lituani “rispetta le nostre leggi e contribuisce positivamente alla società,” ma ha avvertito che lo Stato agirà con decisione quando necessario. Il volo, costato 122.000 euro e organizzato tramite Air Partner, è stato scortato da agenti della Garda, personale medico, interpreti e un osservatore indipendente per i diritti umani, per garantire il rispetto degli standard UE nelle procedure di rimpatrio.
L’operazione rappresenta la più grande espulsione di cittadini UE in un solo giorno dal 2022 e sottolinea la linea più dura del Governo nell’applicazione delle norme sull’immigrazione, dopo il record di ingressi registrato lo scorso anno. Per i responsabili della mobilità aziendale il messaggio è chiaro: i cittadini UE inviati in Irlanda per trasferimenti intra-aziendali o progetti a breve termine possono essere rimossi se violano la legge penale, e i datori di lavoro devono rafforzare le aspettative di conformità durante le briefing sulle missioni.
Il Dipartimento di Giustizia ha reso noto che nel 2025 sono state rimpatriate 56 persone con la stessa direttiva—23 con un charter verso la Romania, 26 con voli commerciali e 7 volontariamente. Le autorità hanno indicato che sono previsti ulteriori voli charter nel 2026, nell’ambito di una strategia volta a ridurre i costi delle detenzioni e accelerare le espulsioni una volta esauriti i ricorsi legali.
Il Ministro della Giustizia Jim O’Callaghan ha dichiarato ai giornalisti che sono stati applicati divieti di rientro fino a dieci anni “per ribadire che la libertà di movimento è un privilegio, non una licenza per la criminalità.” Ha sottolineato che la stragrande maggioranza dei cittadini polacchi e lituani “rispetta le nostre leggi e contribuisce positivamente alla società,” ma ha avvertito che lo Stato agirà con decisione quando necessario. Il volo, costato 122.000 euro e organizzato tramite Air Partner, è stato scortato da agenti della Garda, personale medico, interpreti e un osservatore indipendente per i diritti umani, per garantire il rispetto degli standard UE nelle procedure di rimpatrio.
L’operazione rappresenta la più grande espulsione di cittadini UE in un solo giorno dal 2022 e sottolinea la linea più dura del Governo nell’applicazione delle norme sull’immigrazione, dopo il record di ingressi registrato lo scorso anno. Per i responsabili della mobilità aziendale il messaggio è chiaro: i cittadini UE inviati in Irlanda per trasferimenti intra-aziendali o progetti a breve termine possono essere rimossi se violano la legge penale, e i datori di lavoro devono rafforzare le aspettative di conformità durante le briefing sulle missioni.
Il Dipartimento di Giustizia ha reso noto che nel 2025 sono state rimpatriate 56 persone con la stessa direttiva—23 con un charter verso la Romania, 26 con voli commerciali e 7 volontariamente. Le autorità hanno indicato che sono previsti ulteriori voli charter nel 2026, nell’ambito di una strategia volta a ridurre i costi delle detenzioni e accelerare le espulsioni una volta esauriti i ricorsi legali.
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