
Il Ministero degli Affari Esteri cinese, il 26 gennaio, ha emesso un avviso invitando i cittadini a posticipare i viaggi in Giappone durante le vacanze del Capodanno lunare dal 15 al 23 febbraio, citando un aumento dei crimini contro i cittadini cinesi, recenti terremoti e preoccupazioni di sicurezza più ampie. Kei Sato, Vice Capo Segretario del Gabinetto giapponese, ha dichiarato ai giornalisti che il governo “monitorerà attentamente” l’impatto di questo avviso sul turismo e sugli scambi bilaterali. (nippon.com)
Il Giappone ha accolto circa 349.000 visitatori dalla Cina continentale a dicembre 2025, ancora ben al di sotto dei livelli pre-pandemia, e le autorità temono che l’avviso possa ridurre quello che è normalmente un picco stagionale. La società di dati sui viaggi Flight Manager mostra già uno spostamento delle prenotazioni cinesi verso Seul e Bangkok.
Dal punto di vista della mobilità aziendale, l’avviso aggiunge un ulteriore livello di complessità nella gestione della duty of care. Pur non essendo un divieto legale, i dipendenti che viaggiano in Giappone potrebbero incorrere in esclusioni assicurative o necessitare di approvazioni di alto livello secondo le politiche di rischio di molte aziende. I responsabili della mobilità dovrebbero rivedere i piani di emergenza, assicurarsi che il personale abbia numeri di contatto locali e incoraggiare la registrazione presso l’ambasciata cinese.
Gli operatori turistici in Giappone stanno cercando di diversificare i mercati di provenienza; nel frattempo, alcuni gruppi alberghieri offrono tariffe flessibili per rassicurare i clienti cinesi. Se le tensioni dovessero persistere, gli analisti avvertono di un possibile raffreddamento più ampio dei rapporti tra le persone, che potrebbe ostacolare future negoziazioni sulla facilitazione reciproca dei visti.
Tokyo, tuttavia, ha segnalato la volontà di mantenere aperti i canali, sottolineando progetti culturali come il rimpatrio dell’ultima coppia di panda dello zoo di Ueno in Cina come simboli di buona volontà. Resta da vedere se questo soft power riuscirà a superare le percezioni di sicurezza prima della stagione dei ciliegi in fiore del 2026.
Il Giappone ha accolto circa 349.000 visitatori dalla Cina continentale a dicembre 2025, ancora ben al di sotto dei livelli pre-pandemia, e le autorità temono che l’avviso possa ridurre quello che è normalmente un picco stagionale. La società di dati sui viaggi Flight Manager mostra già uno spostamento delle prenotazioni cinesi verso Seul e Bangkok.
Dal punto di vista della mobilità aziendale, l’avviso aggiunge un ulteriore livello di complessità nella gestione della duty of care. Pur non essendo un divieto legale, i dipendenti che viaggiano in Giappone potrebbero incorrere in esclusioni assicurative o necessitare di approvazioni di alto livello secondo le politiche di rischio di molte aziende. I responsabili della mobilità dovrebbero rivedere i piani di emergenza, assicurarsi che il personale abbia numeri di contatto locali e incoraggiare la registrazione presso l’ambasciata cinese.
Gli operatori turistici in Giappone stanno cercando di diversificare i mercati di provenienza; nel frattempo, alcuni gruppi alberghieri offrono tariffe flessibili per rassicurare i clienti cinesi. Se le tensioni dovessero persistere, gli analisti avvertono di un possibile raffreddamento più ampio dei rapporti tra le persone, che potrebbe ostacolare future negoziazioni sulla facilitazione reciproca dei visti.
Tokyo, tuttavia, ha segnalato la volontà di mantenere aperti i canali, sottolineando progetti culturali come il rimpatrio dell’ultima coppia di panda dello zoo di Ueno in Cina come simboli di buona volontà. Resta da vedere se questo soft power riuscirà a superare le percezioni di sicurezza prima della stagione dei ciliegi in fiore del 2026.
Fonte: Jiji Press via Nippon.com
Come può aiutarti VisaHQ
VisaHQ semplifica la richiesta del visto per privati e aziende. Verifica i requisiti di viaggio aggiornati, prepara i documenti necessari e gestisci la tua richiesta online tramite il portale VisaHQ per China.Di più da China
Visualizza tutto
Il Brasile concede l'ingresso senza visto per soggiorni brevi ai cittadini cinesi fino alla fine del 2026
Record di 697 milioni di viaggi transfrontalieri nel 2025 dimostrano che la strategia cinese senza visto sta funzionando