
Al primo briefing stampa del Ministero degli Esteri del 2026, tenutosi alle 21:12 ora di Pechino il 5 gennaio, il portavoce Lin Jian ha confermato che finora nessun cittadino cinese è rimasto coinvolto nel conflitto armato scoppiato in Venezuela dopo gli attacchi statunitensi del 3 gennaio. Tuttavia, il Ministero ha ribadito il suo invito ai cittadini cinesi a “rinunciare temporaneamente ai viaggi” in Venezuela, esortando chi si trova già nel paese a rafforzare le misure di sicurezza e a mantenere un contatto stretto con l’Ambasciata cinese a Caracas.
L’avviso, emesso congiuntamente dal Ministero e dall’ambasciata il 4 gennaio, sottolinea l’importanza di evitare le zone di conflitto e di mantenere una preparazione per le emergenze. Tale comunicazione segue il sequestro del presidente venezuelano Nicolás Maduro e di sua moglie da parte degli Stati Uniti, atto condannato dalla Cina come una violazione del diritto internazionale.
Per i datori di lavoro multinazionali, questa situazione comporta un rafforzamento degli obblighi di duty of care. I team HR e di mobilità globale dovrebbero (1) localizzare eventuali dipendenti o viaggiatori cinesi attualmente in Venezuela, (2) assicurarsi che siano iscritti alle app aziendali di monitoraggio della sicurezza e (3) rivedere i contratti per evacuazione e assistenza medica. Le aziende che prevedono visite in loco per progetti nel settore petrolifero, del gas o delle infrastrutture dovrebbero posticipare i viaggi non essenziali fino a quando il livello di rischio non sarà diminuito.
Con l’America Latina che sta diventando una destinazione sempre più strategica nell’ambito della Belt and Road Initiative cinese, questo episodio ricorda che la gestione del rischio nei viaggi internazionali deve tenere il passo con l’espansione globale della Cina. Molti titolari di passaporto cinese si affidano ancora ad agenzie di viaggio locali piuttosto che a briefing di sicurezza aziendali; le imprese potrebbero quindi considerare di rendere obbligatorio un training di sicurezza pre-viaggio e richiedere la registrazione degli itinerari presso la sede centrale prima della partenza verso destinazioni ad alto rischio.
L’avviso, emesso congiuntamente dal Ministero e dall’ambasciata il 4 gennaio, sottolinea l’importanza di evitare le zone di conflitto e di mantenere una preparazione per le emergenze. Tale comunicazione segue il sequestro del presidente venezuelano Nicolás Maduro e di sua moglie da parte degli Stati Uniti, atto condannato dalla Cina come una violazione del diritto internazionale.
Per i datori di lavoro multinazionali, questa situazione comporta un rafforzamento degli obblighi di duty of care. I team HR e di mobilità globale dovrebbero (1) localizzare eventuali dipendenti o viaggiatori cinesi attualmente in Venezuela, (2) assicurarsi che siano iscritti alle app aziendali di monitoraggio della sicurezza e (3) rivedere i contratti per evacuazione e assistenza medica. Le aziende che prevedono visite in loco per progetti nel settore petrolifero, del gas o delle infrastrutture dovrebbero posticipare i viaggi non essenziali fino a quando il livello di rischio non sarà diminuito.
Con l’America Latina che sta diventando una destinazione sempre più strategica nell’ambito della Belt and Road Initiative cinese, questo episodio ricorda che la gestione del rischio nei viaggi internazionali deve tenere il passo con l’espansione globale della Cina. Molti titolari di passaporto cinese si affidano ancora ad agenzie di viaggio locali piuttosto che a briefing di sicurezza aziendali; le imprese potrebbero quindi considerare di rendere obbligatorio un training di sicurezza pre-viaggio e richiedere la registrazione degli itinerari presso la sede centrale prima della partenza verso destinazioni ad alto rischio.
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