
L’Erario irlandese ha speso un record di 1,2 miliardi di euro nel 2025 per l’alloggio dei richiedenti protezione internazionale, secondo i dati diffusi dal Ministero della Giustizia e riportati da RTÉ il 1° febbraio 2026. Questa spesa—pari a 3,29 milioni di euro al giorno—rappresenta un aumento del 19% rispetto agli 1,005 miliardi spesi nel 2024, nonostante le nuove domande di asilo siano diminuite di quasi il 30% lo scorso anno (18.500 nel 2024 contro 13.160 nel 2025).
Il Ministro della Giustizia, Jim O’Callaghan, ha dichiarato a RTÉ che la spesa copre alloggio, trasporti, utenze e servizi di supporto in 312 centri gestiti dal Servizio di Alloggio per la Protezione Internazionale (IPAS). Attualmente, in questi centri sono ospitate 33.241 persone, di cui 9.700 bambini. Le prime quattro nazionalità richiedenti asilo nel 2025 sono state Somalia (2.021), Nigeria (1.940), Pakistan (1.680) e Afghanistan (1.290).
In risposta all’aumento dei costi, il ministro ha ribadito l’impegno del Governo a riformare il sistema d’asilo con il prossimo International Protection Bill 2026, che mira ad allineare le procedure irlandesi al nuovo Patto UE su Migrazione e Asilo e a ridurre i tempi decisionali iniziali a tre mesi. Le autorità sostengono che decisioni più rapide dovrebbero ridurre la necessità di contratti d’emergenza con hotel e l’uso costoso di fornitori privati.
Per le imprese, questi dati evidenziano la pressione politica sul Governo affinché il sistema d’asilo sia al contempo umano ed efficiente nei costi. Le associazioni di categoria hanno accolto con cautela le proposte per tempi di elaborazione più rapidi, sottolineando che soggiorni prolungati in strutture d’emergenza alimentano la preoccupazione pubblica sulla migrazione e rischiano di inasprire le politiche su permessi di lavoro e viaggi d’affari. Le aziende che trasferiscono personale in Irlanda sono invitate a monitorare il clima locale e a considerare possibili proteste o modifiche normative nella pianificazione delle assegnazioni.
Sul piano pratico, i mobility manager dovrebbero continuare a informare i dipendenti non UE in arrivo che trovare un alloggio in affitto a lungo termine resta una sfida. Con lo Stato che investe miliardi nell’emergenza abitativa, il mercato privato degli affitti, già molto teso, probabilmente resterà sotto pressione anche nel 2026, soprattutto a Dublino e in altri grandi centri urbani.
Il Ministro della Giustizia, Jim O’Callaghan, ha dichiarato a RTÉ che la spesa copre alloggio, trasporti, utenze e servizi di supporto in 312 centri gestiti dal Servizio di Alloggio per la Protezione Internazionale (IPAS). Attualmente, in questi centri sono ospitate 33.241 persone, di cui 9.700 bambini. Le prime quattro nazionalità richiedenti asilo nel 2025 sono state Somalia (2.021), Nigeria (1.940), Pakistan (1.680) e Afghanistan (1.290).
In risposta all’aumento dei costi, il ministro ha ribadito l’impegno del Governo a riformare il sistema d’asilo con il prossimo International Protection Bill 2026, che mira ad allineare le procedure irlandesi al nuovo Patto UE su Migrazione e Asilo e a ridurre i tempi decisionali iniziali a tre mesi. Le autorità sostengono che decisioni più rapide dovrebbero ridurre la necessità di contratti d’emergenza con hotel e l’uso costoso di fornitori privati.
Per le imprese, questi dati evidenziano la pressione politica sul Governo affinché il sistema d’asilo sia al contempo umano ed efficiente nei costi. Le associazioni di categoria hanno accolto con cautela le proposte per tempi di elaborazione più rapidi, sottolineando che soggiorni prolungati in strutture d’emergenza alimentano la preoccupazione pubblica sulla migrazione e rischiano di inasprire le politiche su permessi di lavoro e viaggi d’affari. Le aziende che trasferiscono personale in Irlanda sono invitate a monitorare il clima locale e a considerare possibili proteste o modifiche normative nella pianificazione delle assegnazioni.
Sul piano pratico, i mobility manager dovrebbero continuare a informare i dipendenti non UE in arrivo che trovare un alloggio in affitto a lungo termine resta una sfida. Con lo Stato che investe miliardi nell’emergenza abitativa, il mercato privato degli affitti, già molto teso, probabilmente resterà sotto pressione anche nel 2026, soprattutto a Dublino e in altri grandi centri urbani.
Fonte: RTÉ News
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