
Un video virale intitolato "Trova il occidentale", pubblicato il 31 gennaio dalla segretaria di One Nation Victoria, Bianca Colecchia, è esploso nelle prime pagine dei media il 2 febbraio 2026, suscitando condanne bipartisan e riaccendendo il dibattito sul programma migratorio australiano. (abc.net.au)
Girato la notte di Capodanno nel centro di Melbourne, il video sosteneva che la città “non sembra più una nazione occidentale” e chiedeva un tetto di 130.000 visti all’anno e un’attesa di otto anni per la cittadinanza—politiche che superano di gran lunga l’attuale obiettivo governativo di 185.000 migranti permanenti. La ministra per gli Affari Multiculturali, Anne Aly, ha definito il messaggio “non australiano”, mentre i leader delle comunità etniche hanno avvertito che potrebbe alimentare crimini d’odio.
Nonostante One Nation raccolga circa l’11% dei consensi a livello nazionale, gli analisti sottolineano come la retorica anti-immigrazione risuoni tra gli elettori alle prese con la carenza di abitazioni e l’aumento del costo della vita. Le aziende che dipendono dai visti per lavoratori qualificati temono che i partiti tradizionali possano irrigidire le proprie posizioni in risposta, complicando la pianificazione della forza lavoro proprio mentre entrano in vigore nuove regole per le sponsorizzazioni.
Si consiglia alle imprese di partecipare a dibattiti basati su dati concreti, evidenziando il contributo dei migranti nei settori della sanità, della tecnologia e delle infrastrutture; diversi gruppi industriali stanno preparando documenti informativi in vista del bilancio federale di maggio.
Girato la notte di Capodanno nel centro di Melbourne, il video sosteneva che la città “non sembra più una nazione occidentale” e chiedeva un tetto di 130.000 visti all’anno e un’attesa di otto anni per la cittadinanza—politiche che superano di gran lunga l’attuale obiettivo governativo di 185.000 migranti permanenti. La ministra per gli Affari Multiculturali, Anne Aly, ha definito il messaggio “non australiano”, mentre i leader delle comunità etniche hanno avvertito che potrebbe alimentare crimini d’odio.
Nonostante One Nation raccolga circa l’11% dei consensi a livello nazionale, gli analisti sottolineano come la retorica anti-immigrazione risuoni tra gli elettori alle prese con la carenza di abitazioni e l’aumento del costo della vita. Le aziende che dipendono dai visti per lavoratori qualificati temono che i partiti tradizionali possano irrigidire le proprie posizioni in risposta, complicando la pianificazione della forza lavoro proprio mentre entrano in vigore nuove regole per le sponsorizzazioni.
Si consiglia alle imprese di partecipare a dibattiti basati su dati concreti, evidenziando il contributo dei migranti nei settori della sanità, della tecnologia e delle infrastrutture; diversi gruppi industriali stanno preparando documenti informativi in vista del bilancio federale di maggio.
Fonte: ABC News