
L’Agenzia ONU per i Rifugiati (UNHCR) ha pubblicato il 2 febbraio 2026 tre dashboard con i dati sulle tendenze dell’asilo a Cipro fino a dicembre 2025. Gli Snapshot Mensili degli Arrivi di ottobre e novembre mostrano un calo continuo degli sbarchi via mare rispetto al picco del 2022, mentre il nuovo Country Factsheet offre una panoramica consolidata su domande, tassi di riconoscimento e pressioni sulla capacità di accoglienza.
Secondo il factsheet, il 2025 si è chiuso con 11.400 nuove richieste di asilo, in calo del 38% rispetto all’anno precedente, a causa di un controllo più rigoroso lungo la Linea Verde e di un aumento dei sussidi per il rimpatrio volontario. Il tasso di approvazione per lo status di rifugiato o protezione sussidiaria è stato del 17%, con siriani, congolesi e camerunensi come principali gruppi.
Per gli operatori della mobilità globale, i dati comportano due implicazioni principali. Primo, le aziende che assumono lavoratori da paesi terzi devono aspettarsi un controllo più severo sulle richieste umanitarie utilizzate per accedere al mercato del lavoro. Secondo, i datori di lavoro che trasferiscono personale da aree di conflitto potrebbero dover affrontare tempi più lunghi per il ricongiungimento familiare, poiché le autorità danno priorità alla riduzione dell’arretrato.
L’UNHCR segnala una persistente pressione sulle strutture di accoglienza nonostante il calo degli arrivi: il centro di accoglienza di Pournara ha registrato una media di 780 persone, ben oltre la capacità prevista di 650. Le aziende potrebbero quindi valutare di sponsorizzare iniziative di housing comunitario nell’ambito dei programmi ESG per alleviare le tensioni locali legate all’alloggio dei migranti.
Le dashboard evidenziano inoltre i preparativi di Cipro per una possibile adesione a Schengen, sottolineando gli investimenti in sistemi biometrici di controllo alle frontiere che semplificheranno i viaggi d’affari legittimi ma alzeranno il livello di conformità per il rinnovo dei permessi di soggiorno.
Secondo il factsheet, il 2025 si è chiuso con 11.400 nuove richieste di asilo, in calo del 38% rispetto all’anno precedente, a causa di un controllo più rigoroso lungo la Linea Verde e di un aumento dei sussidi per il rimpatrio volontario. Il tasso di approvazione per lo status di rifugiato o protezione sussidiaria è stato del 17%, con siriani, congolesi e camerunensi come principali gruppi.
Per gli operatori della mobilità globale, i dati comportano due implicazioni principali. Primo, le aziende che assumono lavoratori da paesi terzi devono aspettarsi un controllo più severo sulle richieste umanitarie utilizzate per accedere al mercato del lavoro. Secondo, i datori di lavoro che trasferiscono personale da aree di conflitto potrebbero dover affrontare tempi più lunghi per il ricongiungimento familiare, poiché le autorità danno priorità alla riduzione dell’arretrato.
L’UNHCR segnala una persistente pressione sulle strutture di accoglienza nonostante il calo degli arrivi: il centro di accoglienza di Pournara ha registrato una media di 780 persone, ben oltre la capacità prevista di 650. Le aziende potrebbero quindi valutare di sponsorizzare iniziative di housing comunitario nell’ambito dei programmi ESG per alleviare le tensioni locali legate all’alloggio dei migranti.
Le dashboard evidenziano inoltre i preparativi di Cipro per una possibile adesione a Schengen, sottolineando gli investimenti in sistemi biometrici di controllo alle frontiere che semplificheranno i viaggi d’affari legittimi ma alzeranno il livello di conformità per il rinnovo dei permessi di soggiorno.