
L’Agenzia ONU per i Rifugiati (UNHCR) ha pubblicato il Country Factsheet di Cipro relativo a dicembre 2025, fornendo le prime statistiche consolidate sull’asilo per il nuovo anno. Pubblicato il 2 febbraio 2026, il documento mostra che l’isola ha chiuso il 2025 con 28.645 domande di asilo pendenti, segnando un aumento dell’11% rispetto all’anno precedente nonostante un rallentamento degli arrivi irregolari.
I cittadini siriani restano il gruppo più numeroso, rappresentando il 46% delle domande, seguiti da nigeriani, congolesi della Repubblica Democratica del Congo e pakistani. Il tasso di riconoscimento dello status di rifugiato o protezione sussidiaria si è mantenuto stabile al 31%, ma il tempo medio di elaborazione si è allungato a 27 mesi, evidenziando le persistenti difficoltà operative del Servizio Asilo.
Per i datori di lavoro, l’arretrato si traduce in tempi di attesa più lunghi prima che i richiedenti asilo possano accedere al mercato del lavoro o ottenere documenti di viaggio, influenzando i piani di assunzione nei settori dell’agricoltura, dell’ospitalità e dei servizi. Il rapporto sottolinea inoltre che solo il 18% dei rifugiati riconosciuti ha accesso a un alloggio privato adeguato, una situazione che aumenta la pressione sul mercato degli affitti urbani, dove molti lavoratori multinazionali competono per una sistemazione.
L’UNHCR raccomanda di accelerare l’implementazione di strumenti digitali per la gestione dei casi, un ambito che il Vice Ministero per la Migrazione ha individuato come prioritario per i finanziamenti UE durante la Presidenza cipriota del Consiglio. Le aziende impegnate in programmi di responsabilità sociale d’impresa potrebbero trovare opportunità di collaborazione nei progetti proposti di formazione linguistica e matching delle competenze, volti a integrare i rifugiati autorizzati in settori con acute carenze di manodopera.
I cittadini siriani restano il gruppo più numeroso, rappresentando il 46% delle domande, seguiti da nigeriani, congolesi della Repubblica Democratica del Congo e pakistani. Il tasso di riconoscimento dello status di rifugiato o protezione sussidiaria si è mantenuto stabile al 31%, ma il tempo medio di elaborazione si è allungato a 27 mesi, evidenziando le persistenti difficoltà operative del Servizio Asilo.
Per i datori di lavoro, l’arretrato si traduce in tempi di attesa più lunghi prima che i richiedenti asilo possano accedere al mercato del lavoro o ottenere documenti di viaggio, influenzando i piani di assunzione nei settori dell’agricoltura, dell’ospitalità e dei servizi. Il rapporto sottolinea inoltre che solo il 18% dei rifugiati riconosciuti ha accesso a un alloggio privato adeguato, una situazione che aumenta la pressione sul mercato degli affitti urbani, dove molti lavoratori multinazionali competono per una sistemazione.
L’UNHCR raccomanda di accelerare l’implementazione di strumenti digitali per la gestione dei casi, un ambito che il Vice Ministero per la Migrazione ha individuato come prioritario per i finanziamenti UE durante la Presidenza cipriota del Consiglio. Le aziende impegnate in programmi di responsabilità sociale d’impresa potrebbero trovare opportunità di collaborazione nei progetti proposti di formazione linguistica e matching delle competenze, volti a integrare i rifugiati autorizzati in settori con acute carenze di manodopera.
Fonte: UNHCR Data Portal
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