
I viaggi verso la Cina continentale diventeranno notevolmente più semplici per i titolari di passaporto britannico, dopo che Pechino e Londra hanno concordato, in linea di principio, un regime unilaterale di esenzione dal visto per 30 giorni, secondo il desk viaggi del The Times del 4 febbraio 2026. L’annuncio segue la visita del Primo Ministro britannico Keir Starmer in Cina a fine gennaio, durante la quale lui e il Presidente Xi Jinping hanno segnalato un rilancio delle relazioni bilaterali che coinvolge commercio, istruzione e turismo.
Attualmente, i cittadini britannici devono ottenere un visto per quasi tutte le categorie di viaggio, con poche eccezioni (esenzione dal visto per l’isola di Hainan e esenzioni di transito di 144/240 ore). Una volta attuata, la nuova politica allineerà il Regno Unito a 45 altri Paesi – per lo più europei e dell’Oceania – i cui cittadini possono entrare in Cina senza visto per un massimo di 30 giorni per affari, turismo, visite familiari o transito.
La misura dovrebbe rilanciare i viaggi d’affari, che sono rimasti indietro rispetto ai livelli pre-pandemia. Le Camere di Commercio britanniche in Cina hanno sottolineato che i tempi di elaborazione dei visti rappresentano uno dei “tre principali ostacoli” per le PMI che cercano partnership di approvvigionamento o distribuzione. Compagnie aeree come British Airways e Virgin Atlantic, che hanno recentemente ripristinato i voli doppi giornalieri Heathrow–Shanghai, potrebbero beneficiare di una ripresa della domanda.
Anche gli operatori cinesi prevedono vantaggi: il numero di turisti cinesi in uscita verso il Regno Unito è stato lento a riprendersi, poiché Londra richiede ancora il visto ai cittadini cinesi. Alcuni analisti vedono quindi l’offerta di Pechino come una leva per spingere a un allentamento reciproco da parte del Ministero dell’Interno britannico. Gli esperti del settore avvertono però che la data ufficiale di inizio e le linee guida per l’attuazione – come i porti di ingresso ammessi – devono ancora essere pubblicate dall’Amministrazione Nazionale per l’Immigrazione cinese.
Attualmente, i cittadini britannici devono ottenere un visto per quasi tutte le categorie di viaggio, con poche eccezioni (esenzione dal visto per l’isola di Hainan e esenzioni di transito di 144/240 ore). Una volta attuata, la nuova politica allineerà il Regno Unito a 45 altri Paesi – per lo più europei e dell’Oceania – i cui cittadini possono entrare in Cina senza visto per un massimo di 30 giorni per affari, turismo, visite familiari o transito.
La misura dovrebbe rilanciare i viaggi d’affari, che sono rimasti indietro rispetto ai livelli pre-pandemia. Le Camere di Commercio britanniche in Cina hanno sottolineato che i tempi di elaborazione dei visti rappresentano uno dei “tre principali ostacoli” per le PMI che cercano partnership di approvvigionamento o distribuzione. Compagnie aeree come British Airways e Virgin Atlantic, che hanno recentemente ripristinato i voli doppi giornalieri Heathrow–Shanghai, potrebbero beneficiare di una ripresa della domanda.
Anche gli operatori cinesi prevedono vantaggi: il numero di turisti cinesi in uscita verso il Regno Unito è stato lento a riprendersi, poiché Londra richiede ancora il visto ai cittadini cinesi. Alcuni analisti vedono quindi l’offerta di Pechino come una leva per spingere a un allentamento reciproco da parte del Ministero dell’Interno britannico. Gli esperti del settore avvertono però che la data ufficiale di inizio e le linee guida per l’attuazione – come i porti di ingresso ammessi – devono ancora essere pubblicate dall’Amministrazione Nazionale per l’Immigrazione cinese.
Fonte: The Times (UK)