
La Cina ha ufficialmente accettato di eliminare il visto per soggiorni brevi ai titolari di passaporti britannici ordinari, consentendo l’ingresso senza visto fino a 30 giorni per viaggi di lavoro o turismo. La svolta è stata annunciata a Pechino il 29 gennaio durante la prima visita in Cina del Primo Ministro britannico Keir Starmer ed è stata ribadita dalla stampa di settore britannica il 4 febbraio.
La decisione risponde a una richiesta di lunga data da parte dei gruppi industriali britannici, che sostenevano come la burocrazia cinese scoraggiasse i viaggi dirigenziali, l’avvio di progetti e la partecipazione a fiere commerciali. Una volta entrata in vigore — secondo le autorità, entro questa estate — la misura allineerà il Regno Unito a oltre 50 paesi, per lo più europei, che già godono di esenzioni dal visto per soggiorni di 30 giorni.
Per le aziende, il cambiamento elimina un ostacolo amministrativo che solitamente richiedeva 5-10 giorni lavorativi e costi tra 150 e 250 sterline per viaggiatore. I responsabili della mobilità aziendale affermano che ciò dovrebbe accelerare tutto, dalle visite commerciali agli interventi di assistenza post-vendita, permettendo a team di progetto “pop-up” di volare con breve preavviso e trascorrere più tempo con i clienti sul posto, anziché occuparsi delle procedure consolari.
Gli espatriati britannici inviati in Cina per incarichi a lungo termine dovranno comunque ottenere permessi di lavoro e di soggiorno, ma la nuova politica semplifica i viaggi esplorativi per le famiglie e facilita le rotazioni brevi per i manager regionali che coprono diversi mercati asiatici. Le compagnie di assicurazione viaggio avvertono che i visitatori devono comunque portare passaporti validi per almeno sei mesi e la prova di biglietti di ritorno o di proseguimento, poiché gli agenti di frontiera cinesi continuano ad applicare le regole vigenti per il controllo degli ingressi.
Gli enti del turismo di entrambi i paesi prevedono un aumento significativo dei viaggi in entrambe le direzioni. Prima della pandemia, il Regno Unito inviava circa 800.000 visitatori all’anno in Cina; gli analisti stimano che l’esenzione dal visto potrebbe far superare il milione di visitatori entro 18 mesi, sostenendo le compagnie aeree che stanno progressivamente ripristinando la capacità pre-2020 tra Londra e i principali hub cinesi.
La decisione risponde a una richiesta di lunga data da parte dei gruppi industriali britannici, che sostenevano come la burocrazia cinese scoraggiasse i viaggi dirigenziali, l’avvio di progetti e la partecipazione a fiere commerciali. Una volta entrata in vigore — secondo le autorità, entro questa estate — la misura allineerà il Regno Unito a oltre 50 paesi, per lo più europei, che già godono di esenzioni dal visto per soggiorni di 30 giorni.
Per le aziende, il cambiamento elimina un ostacolo amministrativo che solitamente richiedeva 5-10 giorni lavorativi e costi tra 150 e 250 sterline per viaggiatore. I responsabili della mobilità aziendale affermano che ciò dovrebbe accelerare tutto, dalle visite commerciali agli interventi di assistenza post-vendita, permettendo a team di progetto “pop-up” di volare con breve preavviso e trascorrere più tempo con i clienti sul posto, anziché occuparsi delle procedure consolari.
Gli espatriati britannici inviati in Cina per incarichi a lungo termine dovranno comunque ottenere permessi di lavoro e di soggiorno, ma la nuova politica semplifica i viaggi esplorativi per le famiglie e facilita le rotazioni brevi per i manager regionali che coprono diversi mercati asiatici. Le compagnie di assicurazione viaggio avvertono che i visitatori devono comunque portare passaporti validi per almeno sei mesi e la prova di biglietti di ritorno o di proseguimento, poiché gli agenti di frontiera cinesi continuano ad applicare le regole vigenti per il controllo degli ingressi.
Gli enti del turismo di entrambi i paesi prevedono un aumento significativo dei viaggi in entrambe le direzioni. Prima della pandemia, il Regno Unito inviava circa 800.000 visitatori all’anno in Cina; gli analisti stimano che l’esenzione dal visto potrebbe far superare il milione di visitatori entro 18 mesi, sostenendo le compagnie aeree che stanno progressivamente ripristinando la capacità pre-2020 tra Londra e i principali hub cinesi.