
I viaggiatori dal Bangladesh diretti in Cina dovranno affrontare una sospensione di sei giorni nelle procedure di visto, dopo che il Centro Servizi per le Domande di Visto Cinese (CVASC) a Dhaka ha annunciato, con un avviso datato 5 febbraio 2026, la chiusura dell’ufficio da lunedì 16 a sabato 21 febbraio per le celebrazioni del Capodanno cinese. La sospensione riguarda i servizi di visto ordinari, espressi e urgenti.
Il periodo è particolarmente rilevante poiché nel 2024 Bangladesh e Cina hanno firmato un accordo bilaterale che consente l’ingresso senza visto per 30 giorni ai titolari di passaporti ufficiali e diplomatici, mentre i normali passaporti bangladesi — inclusi migliaia di dirigenti e ingegneri del settore tessile — necessitano ancora del visto. Con l’espansione del commercio tessile e l’aumento degli investimenti cinesi nel progetto della metropolitana di Dhaka, la domanda di mobilità è molto alta.
I funzionari del CVASC hanno precisato che i passaporti consegnati poco prima della chiusura non saranno restituiti prima di lunedì 24 febbraio e hanno consigliato ai richiedenti di pianificare con largo anticipo o di inoltrare richieste urgenti tramite il canale diplomatico dell’ambasciata, attivo solo per casi umanitari o di emergenza.
I datori di lavoro sono invitati a verificare i tempi dei progetti e le tempistiche di spedizione, poiché ingegneri o ispettori di controllo qualità in attesa del visto di lavoro cinese potrebbero vedere posticipate le date di inizio incarico. Quando possibile, i viaggiatori potrebbero valutare di presentare domanda presso centri regionali alternativi (ad esempio Kolkata), se sono disponibili slot per appuntamenti.
L’avviso evidenzia l’impatto più ampio delle nove giornate di festività del Capodanno cinese sulle infrastrutture globali per i visti: decine di sedi CVASC stanno adottando chiusure scaglionate, generando un effetto a catena su visite di supply chain e audit dei fornitori.
Il periodo è particolarmente rilevante poiché nel 2024 Bangladesh e Cina hanno firmato un accordo bilaterale che consente l’ingresso senza visto per 30 giorni ai titolari di passaporti ufficiali e diplomatici, mentre i normali passaporti bangladesi — inclusi migliaia di dirigenti e ingegneri del settore tessile — necessitano ancora del visto. Con l’espansione del commercio tessile e l’aumento degli investimenti cinesi nel progetto della metropolitana di Dhaka, la domanda di mobilità è molto alta.
I funzionari del CVASC hanno precisato che i passaporti consegnati poco prima della chiusura non saranno restituiti prima di lunedì 24 febbraio e hanno consigliato ai richiedenti di pianificare con largo anticipo o di inoltrare richieste urgenti tramite il canale diplomatico dell’ambasciata, attivo solo per casi umanitari o di emergenza.
I datori di lavoro sono invitati a verificare i tempi dei progetti e le tempistiche di spedizione, poiché ingegneri o ispettori di controllo qualità in attesa del visto di lavoro cinese potrebbero vedere posticipate le date di inizio incarico. Quando possibile, i viaggiatori potrebbero valutare di presentare domanda presso centri regionali alternativi (ad esempio Kolkata), se sono disponibili slot per appuntamenti.
L’avviso evidenzia l’impatto più ampio delle nove giornate di festività del Capodanno cinese sulle infrastrutture globali per i visti: decine di sedi CVASC stanno adottando chiusure scaglionate, generando un effetto a catena su visite di supply chain e audit dei fornitori.