
Un importante passo avanti per il tanto atteso visto “Grand Tours” del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC) è stato compiuto l’8 febbraio 2026, con la pubblicazione di una roadmap per la domanda che permetterà a turisti e, in futuro, anche a visitatori d’affari di entrare in tutti e sei gli stati del GCC con un unico permesso elettronico. Il processo, completamente digitale e descritto dai media regionali, coprirà Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Kuwait, Bahrain e Oman, sostituendo il mosaico di e-visti individuali che i viaggiatori devono attualmente gestire. (timesofindia.indiatimes.com)
Sebbene il lancio sia previsto per la fine del 2026, dopo test pilota, le agenzie di viaggio negli Emirati sono già subissate di domande da parte dei clienti. La lista preliminare dei documenti richiesti ricalca i criteri Schengen: passaporto valido almeno sei mesi oltre la data di viaggio, prova di alloggio per le varie tappe, biglietti di ritorno o proseguimento, assicurazione di viaggio e dimostrazione di fondi sufficienti. Fondamentale, un unico modulo online coprirà l’intero itinerario, con il pagamento delle tariffe in un’unica transazione. Le autorità precisano che il permesso consentirà inizialmente soggiorni di 30 giorni con ingressi multipli all’interno del blocco, mentre sono in fase di studio estensioni per viaggi d’affari. (timesofindia.indiatimes.com)
Per le multinazionali con sede negli Emirati, il visto unificato promette notevoli vantaggi in termini di efficienza. Progetti intra-Golfo – pensiamo agli ingegneri che viaggiano settimanalmente tra Dubai, Dammam e Doha – richiedono oggi continue rientri e pagamenti separati. I team HR stimano risparmi fino al 35% nella gestione dei visti una volta attivato il sistema. Questa iniziativa si integra inoltre con i nuovi accordi di cieli aperti che Emirates, Etihad e flydubai stanno negoziando per aumentare la densità delle rotte a corto raggio.
I prossimi passi pratici per i responsabili della mobilità includono una verifica dei dati di viaggio attuali per garantire che validità del passaporto e copertura assicurativa siano conformi ai nuovi standard, oltre all’aggiornamento delle sezioni del manuale dipendenti relative alle attività lavorative consentite negli stati GCC vicini. I team tecnologici dovranno prepararsi per l’integrazione API con il nuovo portale e-visa GCC, così da far fluire automaticamente i dati dei viaggiatori nei dashboard di duty of care.
Armonizzando le regole d’ingresso, il Golfo lancia un segnale chiaro: vuole funzionare come un unico ecosistema turistico e commerciale, una notizia positiva per hotel, organizzatori di conferenze e centri servizi condivisi negli Emirati, che potranno beneficiare di itinerari regionali più lunghi.
Sebbene il lancio sia previsto per la fine del 2026, dopo test pilota, le agenzie di viaggio negli Emirati sono già subissate di domande da parte dei clienti. La lista preliminare dei documenti richiesti ricalca i criteri Schengen: passaporto valido almeno sei mesi oltre la data di viaggio, prova di alloggio per le varie tappe, biglietti di ritorno o proseguimento, assicurazione di viaggio e dimostrazione di fondi sufficienti. Fondamentale, un unico modulo online coprirà l’intero itinerario, con il pagamento delle tariffe in un’unica transazione. Le autorità precisano che il permesso consentirà inizialmente soggiorni di 30 giorni con ingressi multipli all’interno del blocco, mentre sono in fase di studio estensioni per viaggi d’affari. (timesofindia.indiatimes.com)
Per le multinazionali con sede negli Emirati, il visto unificato promette notevoli vantaggi in termini di efficienza. Progetti intra-Golfo – pensiamo agli ingegneri che viaggiano settimanalmente tra Dubai, Dammam e Doha – richiedono oggi continue rientri e pagamenti separati. I team HR stimano risparmi fino al 35% nella gestione dei visti una volta attivato il sistema. Questa iniziativa si integra inoltre con i nuovi accordi di cieli aperti che Emirates, Etihad e flydubai stanno negoziando per aumentare la densità delle rotte a corto raggio.
I prossimi passi pratici per i responsabili della mobilità includono una verifica dei dati di viaggio attuali per garantire che validità del passaporto e copertura assicurativa siano conformi ai nuovi standard, oltre all’aggiornamento delle sezioni del manuale dipendenti relative alle attività lavorative consentite negli stati GCC vicini. I team tecnologici dovranno prepararsi per l’integrazione API con il nuovo portale e-visa GCC, così da far fluire automaticamente i dati dei viaggiatori nei dashboard di duty of care.
Armonizzando le regole d’ingresso, il Golfo lancia un segnale chiaro: vuole funzionare come un unico ecosistema turistico e commerciale, una notizia positiva per hotel, organizzatori di conferenze e centri servizi condivisi negli Emirati, che potranno beneficiare di itinerari regionali più lunghi.
Fonte: The Times of India