
Emirates Airlines ha sfruttato il contesto del World Governments Summit a Dubai, l’8 febbraio 2026, per chiedere una quota maggiore nel mercato India-UAE. Il Chief Commercial Officer Adnan Kazim ha confermato ai giornalisti che la compagnia è impegnata in trattative “avanzate” tra governi per aumentare il limite di posti disponibili, fermo dal 2014 nell’accordo bilaterale sui servizi aerei. Attualmente, sono disponibili solo 66.000 posti settimanali per ciascuna parte; Emirates sostiene di poter riempire altre 50.000 poltrone a settimana, basandosi sui tassi di occupazione attuali.
L’India rappresenta il mercato di origine e destinazione più grande per la compagnia di Dubai, alimentando sia il traffico leisure verso il Golfo sia i collegamenti verso Americhe ed Europa. Le limitazioni di capacità durante l’inverno settentrionale hanno costretto Emirates a mantenere tariffe elevate e a rifiutare prenotazioni di gruppo; i responsabili dei viaggi aziendali negli UAE segnalano che i biglietti economy last-minute per Mumbai superano regolarmente i 2.800 AED (760 dollari USA). In confronto, Etihad e Air India sono riuscite ad aggiungere posti tramite Abu Dhabi grazie a accordi speciali, evidenziando la distorsione creata dall’attuale limite.
Se le trattative avranno successo, gli analisti prevedono un aumento graduale legato a specifici aeroporti indiani, con particolare attenzione a città di secondo livello come Jaipur e Coimbatore, attualmente senza collegamenti diretti con il Golfo. Diritti aggiuntivi aiuterebbero anche gli UAE a gestire la crescita annua del 12% prevista dall’UNWTO per i viaggi in uscita dall’India fino al 2030. Per le multinazionali basate negli UAE, più frequenze significano migliori opzioni di duty-of-care e riduzione dei costi di viaggio, in un momento in cui l’India è diventata la fonte di talento regionale in più rapida crescita per i loro progetti.
I responsabili della mobilità dovrebbero iniziare a pianificare scenari: una quota bilaterale più ampia potrebbe innescare tariffe promozionali aggressive nella bassa stagione (aprile-maggio), seguite da una riorganizzazione degli inventari dei contratti aziendali. Le aziende che si affidano a trasferimenti a breve termine dall’India dovrebbero monitorare un possibile aumento delle domande di visto di residenza negli UAE, reso più fattibile dai nuovi voli settimanali. Infine, i team di gestione del talento potrebbero dover aggiornare le politiche di trasferimento per sfruttare nuove rotte dirette che collegherebbero hub ingegneristici indiani di medie dimensioni direttamente con Dubai o Sharjah.
L’India rappresenta il mercato di origine e destinazione più grande per la compagnia di Dubai, alimentando sia il traffico leisure verso il Golfo sia i collegamenti verso Americhe ed Europa. Le limitazioni di capacità durante l’inverno settentrionale hanno costretto Emirates a mantenere tariffe elevate e a rifiutare prenotazioni di gruppo; i responsabili dei viaggi aziendali negli UAE segnalano che i biglietti economy last-minute per Mumbai superano regolarmente i 2.800 AED (760 dollari USA). In confronto, Etihad e Air India sono riuscite ad aggiungere posti tramite Abu Dhabi grazie a accordi speciali, evidenziando la distorsione creata dall’attuale limite.
Se le trattative avranno successo, gli analisti prevedono un aumento graduale legato a specifici aeroporti indiani, con particolare attenzione a città di secondo livello come Jaipur e Coimbatore, attualmente senza collegamenti diretti con il Golfo. Diritti aggiuntivi aiuterebbero anche gli UAE a gestire la crescita annua del 12% prevista dall’UNWTO per i viaggi in uscita dall’India fino al 2030. Per le multinazionali basate negli UAE, più frequenze significano migliori opzioni di duty-of-care e riduzione dei costi di viaggio, in un momento in cui l’India è diventata la fonte di talento regionale in più rapida crescita per i loro progetti.
I responsabili della mobilità dovrebbero iniziare a pianificare scenari: una quota bilaterale più ampia potrebbe innescare tariffe promozionali aggressive nella bassa stagione (aprile-maggio), seguite da una riorganizzazione degli inventari dei contratti aziendali. Le aziende che si affidano a trasferimenti a breve termine dall’India dovrebbero monitorare un possibile aumento delle domande di visto di residenza negli UAE, reso più fattibile dai nuovi voli settimanali. Infine, i team di gestione del talento potrebbero dover aggiornare le politiche di trasferimento per sfruttare nuove rotte dirette che collegherebbero hub ingegneristici indiani di medie dimensioni direttamente con Dubai o Sharjah.
Fonte: The Economic Times
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