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L’“Operazione Volpe” in Austria porta i passaggi di confine illegali in Burgenland ai minimi storici

feb 11, 2026
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L’“Operazione Volpe” in Austria porta i passaggi di confine illegali in Burgenland ai minimi storici
Durante un briefing sul campo a Gattendorf il 10 febbraio 2026, il Ministro dell’Interno Gerhard Karner (ÖVP) ha presentato gli ultimi dati dell’“Operazione Fox”, un’azione congiunta di polizia austriaco-ungherese avviata nel dicembre 2022 per contrastare il traffico di esseri umani lungo il confine del Burgenland. Secondo i dati del ministero, gli arresti nella provincia sono crollati da circa 2.000 a gennaio 2023 a soli 29 a gennaio 2026, senza alcuna richiesta di asilo presentata in quel mese, un primato negli ultimi dieci anni.

L’operazione si basa su tre “muri” concentrici. Il primo rafforza i controlli alle frontiere esterne dell’UE nei Balcani occidentali; il secondo prevede pattuglie miste sul suolo ungherese per intercettare i trafficanti prima che raggiungano l’Austria; il terzo utilizza unità mobili, droni e sistemi automatici di riconoscimento targhe all’interno del Burgenland. Karner ha sottolineato che il modello “allega le comunità locali e restituisce un senso di sicurezza lungo il Confine Verde”.

L’“Operazione Volpe” in Austria porta i passaggi di confine illegali in Burgenland ai minimi storici


Sul piano pratico, i risultati giustificano la decisione di Vienna — controversa a Bruxelles — di prolungare i controlli interni Schengen con Ungheria, Slovenia, Repubblica Ceca e Slovacchia fino al 15 giugno 2026. Viaggiatori d’affari e pendolari transfrontalieri devono quindi continuare a portare passaporti o carte d’identità nazionali e aspettarsi controlli a campione sui corridoi A4 e B50, oltre che sui treni a lunga percorrenza. Le aziende di logistica segnalano che i tempi di attesa a Deutschkreutz e Nickelsdorf si sono ridotti a meno di 15 minuti, pur rilevando che le ispezioni a sorpresa causano ancora qualche ritardo.

Per i responsabili della mobilità aziendale, il basso numero di arrivi si traduce in meno assegnazioni di alloggi d’emergenza e in una più rapida registrazione dei trasferiti presso le stazioni di polizia per stranieri locali. Tuttavia, l’attenzione del ministero su un controllo “rigido” delle frontiere indica anche una scarsa volontà politica di liberalizzare le quote per i permessi di lavoro, una preoccupazione per i settori che affrontano gravi carenze di manodopera.

Le associazioni della società civile restano scettiche. L’ONG Asylkoordination Österreich ha definito le affermazioni di successo un “gioco statistico”, sostenendo che i trafficanti stanno semplicemente deviando il percorso attraverso la Slovacchia e che i veri rifugiati potrebbero trovarsi in condizioni insicure. I deputati dell’opposizione hanno chiesto un controllo parlamentare sui poteri di polizia transfrontaliera esercitati sul territorio ungherese. Karner ha replicato che “l’Austria non allenterà i controlli finché le frontiere esterne dell’UE non funzioneranno efficacemente”. Il dibattito preannuncia uno scontro acceso nell’anno elettorale su come bilanciare sicurezza e obblighi umanitari.
Fonte: ORF Burgenland

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