
Nelle prime ore del 20 febbraio 2026, la Commissione Europea ha informato discretamente i giornalisti su una bozza di strategia per i visti Schengen che consentirebbe ai viaggiatori frequenti “affidabili” di ottenere visti a ingressi multipli validi per più di cinque anni. Secondo la fuga di notizie, riportata per la prima volta dal media marocchino Hespress, questo privilegio sarebbe riservato ai richiedenti con una storia di viaggi impeccabile, controlli di sicurezza puliti e prove di legami economici sostanziali con l’UE.
Per le aziende tedesche, la proposta potrebbe rappresentare una svolta. I dirigenti di mercati partner chiave come India, Cina e Golfo spesso lamentano che i visti a ingressi multipli di due o tre anni scadono nel bel mezzo di progetti a lungo termine, costringendo a costose richieste di rinnovo. Un visto di cinque o addirittura dieci anni allineerebbe l’UE al modello B1/B2 degli Stati Uniti e semplificherebbe la pianificazione delle fiere commerciali a Monaco, Düsseldorf e Hannover.
Tuttavia, il piano prevede alcune condizioni. Bruxelles intende associare i visti più lunghi al sistema digitale Entry/Exit e a un monitoraggio più stretto delle permanenze oltre il termine tramite i registri dei passeggeri delle compagnie aeree. Gli Stati membri potrebbero anche revocare rapidamente il visto lungo in caso di irregolarità. Gli esperti per la privacy mettono in guardia contro “algoritmi di punteggio per i visti” che potrebbero discriminare le PMI meno conosciute o i richiedenti provenienti da paesi con passaporti meno forti.
Il Ministero dell’Interno tedesco ha dichiarato di sostenere la direzione intrapresa, ma insisterà su un chiaro processo di ricorso e sulla reciprocità ove possibile. Le associazioni imprenditoriali come la BDI spingono per un’adozione rapida, sostenendo che il motore delle esportazioni tedesche dipende da un accesso prevedibile per fornitori e clienti.
La Commissione dovrebbe pubblicare il pacchetto legislativo completo entro giugno 2026, dopodiché il Bundestag tedesco dovrà modificare le normative nazionali sulle categorie di “visitatori per affari” a lungo soggiorno per adeguarsi alle nuove regole.
Per le aziende tedesche, la proposta potrebbe rappresentare una svolta. I dirigenti di mercati partner chiave come India, Cina e Golfo spesso lamentano che i visti a ingressi multipli di due o tre anni scadono nel bel mezzo di progetti a lungo termine, costringendo a costose richieste di rinnovo. Un visto di cinque o addirittura dieci anni allineerebbe l’UE al modello B1/B2 degli Stati Uniti e semplificherebbe la pianificazione delle fiere commerciali a Monaco, Düsseldorf e Hannover.
Tuttavia, il piano prevede alcune condizioni. Bruxelles intende associare i visti più lunghi al sistema digitale Entry/Exit e a un monitoraggio più stretto delle permanenze oltre il termine tramite i registri dei passeggeri delle compagnie aeree. Gli Stati membri potrebbero anche revocare rapidamente il visto lungo in caso di irregolarità. Gli esperti per la privacy mettono in guardia contro “algoritmi di punteggio per i visti” che potrebbero discriminare le PMI meno conosciute o i richiedenti provenienti da paesi con passaporti meno forti.
Il Ministero dell’Interno tedesco ha dichiarato di sostenere la direzione intrapresa, ma insisterà su un chiaro processo di ricorso e sulla reciprocità ove possibile. Le associazioni imprenditoriali come la BDI spingono per un’adozione rapida, sostenendo che il motore delle esportazioni tedesche dipende da un accesso prevedibile per fornitori e clienti.
La Commissione dovrebbe pubblicare il pacchetto legislativo completo entro giugno 2026, dopodiché il Bundestag tedesco dovrà modificare le normative nazionali sulle categorie di “visitatori per affari” a lungo soggiorno per adeguarsi alle nuove regole.
Fonte: Hespress EN
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