
Berlino – L’Agenzia Federale per l’Impiego tedesca (Bundesagentur für Arbeit, BA) ha celebrato il quinto anniversario della legge sull’immigrazione dei lavoratori qualificati (Fachkräfteeinwanderungsgesetz) con nuovi dati che mostrano come questa normativa abbia trasformato radicalmente l’assunzione di personale dall’estero.
All’entrata in vigore della legge, il 1° marzo 2020, poco più di 200.000 cittadini di paesi terzi possedevano permessi di soggiorno legati a un contratto di lavoro in Germania. A giugno 2025, la cifra è salita a 420.000, con un incremento del 110%, ha rivelato la BA il 18 febbraio 2026. Più della metà (164.000) è arrivata con la Carta Blu UE, il cui requisito minimo salariale è stato ridotto nel 2023, rendendola accessibile a un bacino più ampio di laureati e specialisti IT.
L’Agenzia attribuisce questa crescita a tre leve politiche. In primo luogo, la riduzione della soglia salariale nel 2023 ha aperto la Carta Blu ai professionisti di medio livello con un reddito di circa 50.700 euro (o 45.934 euro per i neolaureati). In secondo luogo, le quote previste dal cosiddetto Regolamento dei Balcani Occidentali sono state raddoppiate a 50.000 permessi di lavoro annui a metà 2024; la domanda è stata così elevata che a dicembre 2025 sono state respinte 18.000 domande perché il tetto era stato raggiunto. Infine, i servizi di consulenza digitale della BA hanno registrato una rapida crescita, gestendo 360.000 richieste da candidati esteri solo nel 2025 e offrendo un supporto precoce sul riconoscimento delle qualifiche, un noto ostacolo per i datori di lavoro tedeschi.
Per le aziende, questi numeri si traducono in un bacino di talenti più ampio, tempi di copertura delle posizioni più brevi e una maggiore diversità nazionale nei luoghi di lavoro. I settori che hanno beneficiato maggiormente sono ingegneria, sanità e IT, dove le imprese tedesche hanno faticato a soddisfare ordini e obiettivi di innovazione. Tuttavia, i responsabili delle risorse umane avvertono che l’integrazione dei nuovi arrivati dipende ancora da appuntamenti tempestivi per la registrazione comunale e dalla disponibilità di alloggi a prezzi accessibili, fattori non controllati dalle riforme federali.
Guardando al futuro, i ministeri dell’Interno e del Lavoro stanno ultimando una ‘Carta delle Opportunità’ basata su un sistema a punti, da introdurre entro metà 2026 per integrare la normativa esistente. Se approvata, permetterà agli stranieri qualificati di entrare in Germania per un massimo di 12 mesi per cercare lavoro direttamente sul territorio, facilitando ulteriormente il reclutamento aziendale. I datori di lavoro sono quindi invitati a rivedere ora i loro processi di inserimento e ad aggiornare i budget salariali in base alle soglie della Carta Blu 2026 pubblicate nella Gazzetta Ufficiale lo scorso dicembre.
All’entrata in vigore della legge, il 1° marzo 2020, poco più di 200.000 cittadini di paesi terzi possedevano permessi di soggiorno legati a un contratto di lavoro in Germania. A giugno 2025, la cifra è salita a 420.000, con un incremento del 110%, ha rivelato la BA il 18 febbraio 2026. Più della metà (164.000) è arrivata con la Carta Blu UE, il cui requisito minimo salariale è stato ridotto nel 2023, rendendola accessibile a un bacino più ampio di laureati e specialisti IT.
L’Agenzia attribuisce questa crescita a tre leve politiche. In primo luogo, la riduzione della soglia salariale nel 2023 ha aperto la Carta Blu ai professionisti di medio livello con un reddito di circa 50.700 euro (o 45.934 euro per i neolaureati). In secondo luogo, le quote previste dal cosiddetto Regolamento dei Balcani Occidentali sono state raddoppiate a 50.000 permessi di lavoro annui a metà 2024; la domanda è stata così elevata che a dicembre 2025 sono state respinte 18.000 domande perché il tetto era stato raggiunto. Infine, i servizi di consulenza digitale della BA hanno registrato una rapida crescita, gestendo 360.000 richieste da candidati esteri solo nel 2025 e offrendo un supporto precoce sul riconoscimento delle qualifiche, un noto ostacolo per i datori di lavoro tedeschi.
Per le aziende, questi numeri si traducono in un bacino di talenti più ampio, tempi di copertura delle posizioni più brevi e una maggiore diversità nazionale nei luoghi di lavoro. I settori che hanno beneficiato maggiormente sono ingegneria, sanità e IT, dove le imprese tedesche hanno faticato a soddisfare ordini e obiettivi di innovazione. Tuttavia, i responsabili delle risorse umane avvertono che l’integrazione dei nuovi arrivati dipende ancora da appuntamenti tempestivi per la registrazione comunale e dalla disponibilità di alloggi a prezzi accessibili, fattori non controllati dalle riforme federali.
Guardando al futuro, i ministeri dell’Interno e del Lavoro stanno ultimando una ‘Carta delle Opportunità’ basata su un sistema a punti, da introdurre entro metà 2026 per integrare la normativa esistente. Se approvata, permetterà agli stranieri qualificati di entrare in Germania per un massimo di 12 mesi per cercare lavoro direttamente sul territorio, facilitando ulteriormente il reclutamento aziendale. I datori di lavoro sono quindi invitati a rivedere ora i loro processi di inserimento e ad aggiornare i budget salariali in base alle soglie della Carta Blu 2026 pubblicate nella Gazzetta Ufficiale lo scorso dicembre.
Fonte: Bundesagentur für Arbeit