
In occasione del quinto anniversario della Fachkräfteeinwanderungsgesetz, l'Agenzia Federale per l'Impiego (BA) ha pubblicato il 18 febbraio nuovi dati che mostrano come il numero di cittadini di paesi terzi con permessi di soggiorno per lavoro sia passato da poco più di 200.000 nel 2020 a 420.000 entro la metà del 2025. Più della metà—164.000—sono entrati con la Carta Blu UE, il cui limite salariale è stato abbassato nel 2023 e aumenterà moderatamente dal 1° gennaio 2026.
I dati evidenziano il cambio di rotta della Germania, che da una posizione “no-immigrazione” di dieci anni fa è passata a una ricerca attiva di talenti globali per contrastare il calo demografico. La domanda è particolarmente alta sotto la quota dei Balcani occidentali, raddoppiata a 50.000 autorizzazioni annue a luglio 2024, ma già sovraccarica a dicembre 2025. Lavoratori albanesi, serbi e bosniaci rappresentano ora circa un quarto di tutti i dipendenti non UE con assicurazione sociale.
Il servizio di consulenza digitale pre-arrivo ha avuto un grande successo: nel 2025 i consulenti BA hanno registrato 360.000 video-consultazioni con professionisti stranieri, di cui 23.600 dedicate al riconoscimento delle competenze. I datori di lavoro apprezzano il servizio, ma continuano a lamentare i tempi di elaborazione presso le sovraccariche autorità per gli stranieri (Ausländerbehörden).
Per i team HR, il rapporto offre tre indicazioni chiave: (1) la Carta Blu resta la via più rapida per assumere laureati—le aziende devono aggiornare le lettere di offerta per rispettare la soglia 2026 di 50.700 € (o 45.934 € per le professioni in carenza); (2) la competizione per i posti nella quota Balcani occidentali rende essenziale una pianificazione anticipata del reclutamento; (3) i canali di consulenza virtuale della BA possono accelerare l’inserimento segnalando eventuali mancanze documentali prima degli appuntamenti per il visto.
Il ministero federale del lavoro ha inoltre anticipato che un visto per cercatori di lavoro basato su un sistema a punti, la ‘Chancenkarte’—già sperimentata—potrebbe essere esteso a livello nazionale entro la fine del 2026, offrendo ancora maggiore flessibilità ai datori di lavoro.
I dati evidenziano il cambio di rotta della Germania, che da una posizione “no-immigrazione” di dieci anni fa è passata a una ricerca attiva di talenti globali per contrastare il calo demografico. La domanda è particolarmente alta sotto la quota dei Balcani occidentali, raddoppiata a 50.000 autorizzazioni annue a luglio 2024, ma già sovraccarica a dicembre 2025. Lavoratori albanesi, serbi e bosniaci rappresentano ora circa un quarto di tutti i dipendenti non UE con assicurazione sociale.
Il servizio di consulenza digitale pre-arrivo ha avuto un grande successo: nel 2025 i consulenti BA hanno registrato 360.000 video-consultazioni con professionisti stranieri, di cui 23.600 dedicate al riconoscimento delle competenze. I datori di lavoro apprezzano il servizio, ma continuano a lamentare i tempi di elaborazione presso le sovraccariche autorità per gli stranieri (Ausländerbehörden).
Per i team HR, il rapporto offre tre indicazioni chiave: (1) la Carta Blu resta la via più rapida per assumere laureati—le aziende devono aggiornare le lettere di offerta per rispettare la soglia 2026 di 50.700 € (o 45.934 € per le professioni in carenza); (2) la competizione per i posti nella quota Balcani occidentali rende essenziale una pianificazione anticipata del reclutamento; (3) i canali di consulenza virtuale della BA possono accelerare l’inserimento segnalando eventuali mancanze documentali prima degli appuntamenti per il visto.
Il ministero federale del lavoro ha inoltre anticipato che un visto per cercatori di lavoro basato su un sistema a punti, la ‘Chancenkarte’—già sperimentata—potrebbe essere esteso a livello nazionale entro la fine del 2026, offrendo ancora maggiore flessibilità ai datori di lavoro.
Fonte: Bundesagentur für Arbeit
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