
I diplomatici e i funzionari di alto livello che viaggiano tra gli Emirati Arabi Uniti e l’Uganda non dovranno più preoccuparsi delle pratiche d’ingresso, grazie all’entrata in vigore il 21 febbraio 2026 di un accordo di esenzione dal visto, frutto di lunghe trattative tra i due governi. L’intesa, ratificata alla fine dello scorso anno e attivata questa settimana, esenta i titolari di passaporti diplomatici e di servizio (ufficiali) dall’obbligo del visto per soggiorni fino a 90 giorni in un periodo di 180 giorni. Le autorità ugandesi hanno confermato che l’esenzione si estende anche ai passaporti ordinari e speciali degli Emirati, rendendo l’Uganda uno dei pochi paesi africani a offrire un accesso quasi reciproco senza visto ai cittadini emiratini. I titolari di passaporti ordinari ugandesi devono ancora richiedere il visto per gli Emirati in anticipo, ma Kampala prevede una seconda fase di negoziazioni una volta completato il rilascio dei passaporti biometrici di nuova generazione e l’aggiornamento dei sistemi di frontiera. Per i responsabili della mobilità aziendale, questa novità elimina un ostacolo ricorrente nei viaggi tra l’Africa orientale e il Golfo. Gli investitori statali emiratini — in particolare quelli legati al portafoglio logistico di DP World, agli accordi sulle energie rinnovabili di Masdar e all’espansione telecom di Etisalat — potranno ora inviare team di valutazione a Kampala e Entebbe con breve preavviso, senza dover attendere i visti di missione. Allo stesso modo, i ministri ugandesi del commercio che pianificano colloqui sulla sicurezza alimentare ad Abu Dhabi potranno agire più rapidamente, favorendo decisioni più veloci su progetti congiunti di agritech. Gli esperti di politiche di viaggio sottolineano che il limite di 90 giorni è cumulativo, quindi i soggiorni oltre il termine previsto comporteranno ancora multe giornaliere negli Emirati (200 AED) o sanzioni in Uganda in visite successive. Le autorità dell’immigrazione di entrambi i paesi monitoreranno i dati di conformità dopo 12 mesi, prima di decidere se estendere l’esenzione ai passaporti ordinari o introdurre autorizzazioni elettroniche di viaggio. L’accordo si inserisce perfettamente nella più ampia strategia di mobilità di Abu Dhabi per il 2026, che punta ad aggiungere almeno cinque nuove esenzioni bilaterali dal visto ogni anno, nell’ambito di uno sforzo per mantenere il passaporto degli Emirati tra i più potenti al mondo per l’accesso senza visto. Per l’Africa orientale, questa intesa rafforza un corridoio di investimenti del Golfo in crescita, che già comprende Etiopia e Kenya; l’Uganda spera che l’ingresso semplificato attragga turisti emiratini diretti alle sue riserve di gorilla di montagna e ai nuovi centri congressi nella regione del Lago Vittoria.
Fonte: Travel and Tour World
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