
Il Servizio di Sistemazione per la Protezione Internazionale (IPAS) del Dipartimento di Giustizia ha pubblicato le ultime statistiche settimanali relative al periodo fino al 22 febbraio 2026. Il rapporto evidenzia 33.170 richiedenti asilo ospitati in 309 strutture distribuite su tutto il territorio nazionale, con una leggera diminuzione di 71 residenti rispetto alla fine dell’anno, ma comunque un record per un mese di febbraio. I single maschi rappresentano il 52% dei 199 nuovi arrivi della settimana, mentre i minori costituiscono il 27%. La Nigeria (8.043 residenti) resta la nazionalità più numerosa nelle strutture IPAS, seguita da Somalia e Pakistan. L’uso di hotel per emergenze si è ridotto a un solo centro, ma le tende ospitano ancora 6.911 persone a causa delle pressioni sulla capacità durante l’inverno. Impatto sul mercato immobiliare aziendale: le aziende con portafogli di alloggi aziendali registrano effetti a catena, con l’inventario di hotel a lungo termine dirottato verso IPAS e tariffe più alte nel mercato degli affitti privati per i dipendenti in trasferta. Diversi fornitori di servizi di trasferimento segnalano liste d’attesa fino a sei settimane per alloggi temporanei a Dublino e Cork. Contesto politico: il disegno di legge governativo sulla Protezione Internazionale 2026 mira ad accelerare le procedure e ridurre la dipendenza dagli hotel commerciali, ma deve ancora superare la fase di Comitato al Dáil. Nel frattempo, il Dipartimento ha organizzato la scorsa settimana un volo charter per il rimpatrio in Sudafrica e sta ampliando il supporto per i ritorni volontari, segnalando un approccio più rigoroso verso le richieste infondate. Consigli pratici: i team di mobilità globale che inviano espatriati in Irlanda dovrebbero (1) prevedere un budget per alloggi temporanei prolungati e (2) coinvolgere tempestivamente i fornitori di servizi locali, soprattutto per trasferimenti familiari. I datori di lavoro con richiedenti protezione internazionale tra i propri dipendenti — frequenti nei settori agricolo e alimentare — dovrebbero monitorare i tempi di elaborazione, attualmente medi di 18 mesi, e pianificare di conseguenza eventuali proroghe contrattuali.
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