
La Segreteria di Stato della Migrazione (SEM) ha pubblicato il suo bollettino mensile il 23 febbraio 2026, rivelando che a gennaio sono state registrate 1.694 nuove domande di asilo, con un calo del 15,9% rispetto a dicembre e dell’11,4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. L’Afghanistan rimane il principale paese di origine (375 casi), seguito da Algeria, Eritrea, Turchia e Somalia. L’agenzia ha esaminato 2.436 casi nel corso del mese, concedendo l’asilo in 397 situazioni, mentre 502 persone hanno lasciato volontariamente la Svizzera o sono state accompagnate all’uscita.
Secondo gli analisti della SEM, il calo è in parte stagionale — le domande tradizionalmente diminuiscono in inverno — ma riflette anche un controllo più rigoroso dei visti e il ripristino dei controlli alle frontiere interne introdotti da diversi Stati membri dell’UE confinanti. I dati confermano un alleggerimento della pressione sulla rete federale di accoglienza, che era stata messa a dura prova dai grandi flussi del 2023-24.
Per datori di lavoro e fornitori di servizi di relocation, questa tendenza è significativa, poiché un minor numero di richieste accelera l’elaborazione dei permessi per assunzioni altamente qualificate. Le autorità cantonali hanno riferito a Global Mobility News che i tempi medi di rilascio dei permessi di soggiorno per motivi di lavoro a Zurigo e Vaud si sono già ridotti di una settimana grazie alle risorse umane liberate.
La SEM avverte che i numeri potrebbero risalire in primavera se i conflitti in Afghanistan e nel Sahel dovessero intensificarsi. L’agenzia presenterà una previsione annuale aggiornata in aprile, ma per ora si sta preparando a chiudere due centri di accoglienza temporanei aperti durante il picco del 2024 — una mossa che dovrebbe contribuire a ridurre ulteriormente i costi federali.
Secondo gli analisti della SEM, il calo è in parte stagionale — le domande tradizionalmente diminuiscono in inverno — ma riflette anche un controllo più rigoroso dei visti e il ripristino dei controlli alle frontiere interne introdotti da diversi Stati membri dell’UE confinanti. I dati confermano un alleggerimento della pressione sulla rete federale di accoglienza, che era stata messa a dura prova dai grandi flussi del 2023-24.
Per datori di lavoro e fornitori di servizi di relocation, questa tendenza è significativa, poiché un minor numero di richieste accelera l’elaborazione dei permessi per assunzioni altamente qualificate. Le autorità cantonali hanno riferito a Global Mobility News che i tempi medi di rilascio dei permessi di soggiorno per motivi di lavoro a Zurigo e Vaud si sono già ridotti di una settimana grazie alle risorse umane liberate.
La SEM avverte che i numeri potrebbero risalire in primavera se i conflitti in Afghanistan e nel Sahel dovessero intensificarsi. L’agenzia presenterà una previsione annuale aggiornata in aprile, ma per ora si sta preparando a chiudere due centri di accoglienza temporanei aperti durante il picco del 2024 — una mossa che dovrebbe contribuire a ridurre ulteriormente i costi federali.
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