
Incontro a Bruxelles il 23 febbraio 2026, la Commissione Libertà Civili (LIBE) del Parlamento Europeo ha tenuto il suo primo dibattito di bilancio sull’implementazione del Sistema di Entrata/Uscita dell’UE (EES), il database biometrico alle frontiere esterne diventato obbligatorio nella maggior parte dei valichi a fine 2025. I legislatori hanno interrogato Henrik Nielsen (DG HOME della Commissione Europea) e il direttore di eu-LISA Tillmann Keber sui dati iniziali di performance, i tempi di attesa e le misure di tutela della privacy. Diversi eurodeputati hanno evidenziato le difficoltà segnalate dalla Svizzera, che ha iniziato a introdurre l’EES negli aeroporti di Basilea e Ginevra lo scorso ottobre e prevede di eliminare il timbro manuale sui passaporti a livello nazionale dopo il 9 aprile 2026. Secondo le autorità svizzere, il tempo medio di elaborazione per i visitatori di paesi terzi alla prima entrata è sceso da nove a sei minuti, ma nelle ore di punta permangono problemi di congestione a Zurigo, dove l’EES è stato attivato a novembre. Nielsen ha definito l’esperienza svizzera “particolarmente preziosa” perché dimostra come un paese Schengen non UE possa integrare i database di polizia nazionali con il sistema centrale EES di Strasburgo. Ha aggiunto che le lezioni apprese saranno utili per il lancio parallelo di ETIAS, il sistema di autorizzazione di viaggio previsto entro fine anno. I responsabili della mobilità devono prepararsi a ulteriori aggiustamenti: eu-LISA ha promesso un aggiornamento software a metà marzo per ridurre del 30% i tempi di acquisizione delle impronte digitali. Le aziende sono quindi invitate a informare i viaggiatori affinché prevedano tempi supplementari almeno fino al cambio orario estivo. La commissione redigerà una risoluzione ad aprile; pur non vincolante, potrebbe influenzare le linee guida della Commissione che la Svizzera dovrà adottare in base agli accordi di associazione Schengen.