
Il Ministero degli Affari Esteri estone ha pubblicato un bollettino consolare aggiornato alle 15:05 ora di Tallinn del 1° marzo 2026, inserendo per la prima volta gli Emirati Arabi Uniti nella categoria di rischio più alta. L’avviso invita i cittadini estoni già a Dubai o Abu Dhabi a rimanere al chiuso durante le sirene di allarme missilistico, a registrare la propria posizione tramite il portale governativo ReisiTargalt e a evitare gli aeroporti fino a quando le compagnie aeree non confermeranno le partenze. Particolarmente rilevante per i responsabili della mobilità, il bollettino riporta informazioni delle autorità emiratine secondo cui i turisti costretti a prolungare il soggiorno a causa della chiusura degli aeroporti "non saranno soggetti a multe" e che Dubai potrebbe rimborsare le estensioni degli hotel. Sebbene i dettagli siano ancora limitati, la comunicazione offre ai team HR che gestiscono assegnati estoni bloccati una base per negoziare date di check-out flessibili con gli hotel e per posticipare l’addebito delle multe per immigrazione nei sistemi paghe. Il bollettino segnala inoltre che il valico terrestre Hatta–Al Wajajah verso l’Oman è aperto, seppur con lunghe code, offrendo un’alternativa di evacuazione in caso di chiusura dello spazio aereo. Ai dipendenti che valutano questa via viene ricordato che l’approvazione dell’e-visa omanita può richiedere fino a 48 ore e che le polizze assicurative devono coprire esplicitamente il transito via terra. Pur essendo un paese di piccole dimensioni, il bollettino estone rappresenta un esempio di come i governi europei stiano ricalibrando i parametri di rischio per i viaggi nel Golfo. Linguaggi simili sono attesi dal gruppo nordico e da diversi Stati membri UE riuniti a Bruxelles questa settimana. Le aziende con personale di nazionalità Schengen negli Emirati dovrebbero quindi monitorare gli avvisi specifici di ciascun paese, che potrebbero influire sulla validità delle assicurazioni di viaggio e sugli standard di duty of care.