
L’Amministrazione Nazionale per l’Immigrazione della Cina ha scelto il 1° marzo per confermare l’ultimo elenco di paesi ammessi al programma di ingresso senza visto di 30 giorni. Con effetto immediato, i titolari di passaporti ordinari di Brasile, Argentina, Arabia Saudita, Nuova Zelanda, Spagna e altri mercati possono entrare nella Cina continentale per affari, turismo, visite familiari o transito senza dover richiedere un visto in anticipo.
Questa misura estende la lista dei paesi esentati a 48, rispetto ai soli sei di poco più di un anno fa, in linea con l’obiettivo di Pechino di diventare “la destinazione a lungo raggio più conveniente al mondo” previsto dal 15° Piano Quinquennale.
Gli esperti di politica sottolineano che l’inclusione di mercati a lungo raggio e ad alto potere di spesa come Brasile e Spagna è strategica. Entrambi i paesi sono obiettivi di crescita per le compagnie aeree cinesi e straniere: LATAM, Air China e Iberia hanno presentato richieste di slot per frequenze aggiuntive verso Pechino e Shanghai per la stagione estiva IATA. Anche gli enti del turismo sono ottimisti: Embratur prevede un aumento del 40% delle notti trascorse dai visitatori brasiliani quest’anno, grazie soprattutto all’esenzione dal visto.
Dal punto di vista della mobilità, le multinazionali dispongono ora di uno strumento potente per viaggi dell’ultimo minuto. Dirigenti, ingegneri e revisori provenienti dai paesi appena aggiunti possono imbarcarsi con poco più di una conferma alberghiera, un biglietto di ritorno e la prova di fondi sufficienti. L’esenzione limita ogni soggiorno a 30 giorni di calendario, ma consente ingressi multipli, permettendo ai team di progetto di ruotare gli specialisti senza dover avviare la procedura formale per il visto di lavoro, purché non venga svolto lavoro pratico.
Gli avvocati specializzati in immigrazione raccomandano comunque prudenza. L’ingresso senza visto non equivale all’autorizzazione a lavorare. Le aziende dovrebbero conservare itinerari e programmi degli incontri per dimostrare che le attività rientrano nell’ambito consentito (riunioni, ispezioni, fiere, ecc.). Entrate ripetute e consecutive possono attirare controlli più severi, e i soggiorni oltre il limite comportano multe giornaliere di 500 RMB fino a un massimo di 10.000 RMB e possibili divieti di ingresso futuri.
Il quadro generale è chiaro: aprendo unilateralmente le sue porte, la Cina punta a trasformare un accesso più facile in valuta forte, investimenti diretti esteri e consenso di soft power. I primi segnali – le statistiche sugli arrivi aeroportuali pubblicate lo stesso giorno – indicano che la scommessa sta dando i suoi frutti.
Questa misura estende la lista dei paesi esentati a 48, rispetto ai soli sei di poco più di un anno fa, in linea con l’obiettivo di Pechino di diventare “la destinazione a lungo raggio più conveniente al mondo” previsto dal 15° Piano Quinquennale.
Gli esperti di politica sottolineano che l’inclusione di mercati a lungo raggio e ad alto potere di spesa come Brasile e Spagna è strategica. Entrambi i paesi sono obiettivi di crescita per le compagnie aeree cinesi e straniere: LATAM, Air China e Iberia hanno presentato richieste di slot per frequenze aggiuntive verso Pechino e Shanghai per la stagione estiva IATA. Anche gli enti del turismo sono ottimisti: Embratur prevede un aumento del 40% delle notti trascorse dai visitatori brasiliani quest’anno, grazie soprattutto all’esenzione dal visto.
Dal punto di vista della mobilità, le multinazionali dispongono ora di uno strumento potente per viaggi dell’ultimo minuto. Dirigenti, ingegneri e revisori provenienti dai paesi appena aggiunti possono imbarcarsi con poco più di una conferma alberghiera, un biglietto di ritorno e la prova di fondi sufficienti. L’esenzione limita ogni soggiorno a 30 giorni di calendario, ma consente ingressi multipli, permettendo ai team di progetto di ruotare gli specialisti senza dover avviare la procedura formale per il visto di lavoro, purché non venga svolto lavoro pratico.
Gli avvocati specializzati in immigrazione raccomandano comunque prudenza. L’ingresso senza visto non equivale all’autorizzazione a lavorare. Le aziende dovrebbero conservare itinerari e programmi degli incontri per dimostrare che le attività rientrano nell’ambito consentito (riunioni, ispezioni, fiere, ecc.). Entrate ripetute e consecutive possono attirare controlli più severi, e i soggiorni oltre il limite comportano multe giornaliere di 500 RMB fino a un massimo di 10.000 RMB e possibili divieti di ingresso futuri.
Il quadro generale è chiaro: aprendo unilateralmente le sue porte, la Cina punta a trasformare un accesso più facile in valuta forte, investimenti diretti esteri e consenso di soft power. I primi segnali – le statistiche sugli arrivi aeroportuali pubblicate lo stesso giorno – indicano che la scommessa sta dando i suoi frutti.
Fonte: Travel and Tour World
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