
Il ministero degli Esteri italiano (Farnesina) ha attivato l’Unità di Crisi all’alba del 4 marzo 2026, dopo un’improvvisa escalation di ostilità intorno allo Stretto di Hormuz che ha spinto Emirati Arabi Uniti e Qatar a limitare i sorvoli civili. Nel giro di poche ore, il ministero ha confermato che i collegamenti commerciali con Dubai, Abu Dhabi e Doha erano diventati “altamente inaffidabili”, lasciando bloccati circa 2.500 cittadini italiani in transito nei principali hub del Golfo per affari o turismo. La risposta del governo è stata l’apertura di un “ponte aereo” multi-aeroporto con base a Muscat, capitale dell’Oman. Aerei charter Neos a fusoliera larga e trasportatori militari KC-767 effettuano shuttle tra Muscat, Roma-Fiumicino e Milano-Malpensa, mentre una task force della Farnesina è presente sia all’aeroporto internazionale di Muscat sia al confine terrestre tra Emirati e Oman per assistere i pullman con gli evacuati. I passeggeri devono registrarsi sul portale DoveSiamonelMondo dell’Unità di Crisi o tramite il numero WhatsApp dedicato per ricevere l’assegnazione dei voli. Priorità è data a casi medici, gruppi scolastici e dipendenti di multinazionali italiane con incarichi critici. Per le aziende, l’episodio rappresenta un monito chiaro sull’importanza del monitoraggio dei viaggiatori e dei budget di emergenza. Diverse società quotate italiane hanno già invocato clausole di forza maggiore dopo che i loro team commerciali sono rimasti bloccati a Dubai durante la chiusura dello spazio aereo nel weekend scorso. I travel manager sono invitati a riprogrammare eventuali viaggi di marzo verso Asia o Australia passando per Istanbul, Atene o Singapore fino al ritorno alla normalità. Le compagnie assicurative, intanto, hanno segnalato che il Golfo è diventato una zona a “rischio nominato”, con l’applicazione di premi aggiuntivi per il rischio bellico. Pur sottolineando che l’operazione è temporanea, fonti governative ammettono che i voli potrebbero proseguire “per almeno due settimane” in caso di fallimento delle trattative diplomatiche. Il ministero dell’Interno ha chiesto all’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC) di riservare slot di arrivo per i voli di rimpatrio, mentre la polizia di frontiera a Fiumicino ha confermato la capacità di gestire fino a 800 passeggeri al giorno con procedure di ingresso semplificate in emergenza. Ai datori di lavoro con personale nel Golfo si raccomanda di: 1) assicurarsi che i propri dipendenti siano iscritti al portale Farnesina; 2) aggiornare le polizze sanitarie includendo l’evacuazione per rischio bellico; 3) prepararsi a un debrief obbligatorio di 48 ore in Italia, previsto dal nuovo programma ministeriale di “assistenza post-crisi” che comprende supporto psicologico e screening medico.
Fonte: Agenparl
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