
Le autorità brasiliane hanno aggiunto l’Irlanda alla lista delle nazionalità che possono entrare nel paese senza visto per soggiorni brevi, rafforzando i legami commerciali e culturali tra le due nazioni. L’Ordinanza Interministeriale 18/2026, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale federale la scorsa settimana e riportata il 7 marzo 2026, elimina l’obbligo sia del visto elettronico che del visto consolare per i titolari di passaporti ordinari irlandesi.
La misura fa parte di “Open Doors 2026”, una strategia più ampia presentata dal presidente Luiz Inácio Lula da Silva a gennaio per accelerare la crescita del turismo post-pandemia e attrarre investimenti esteri in vista della candidatura del Brasile all’Expo Mondiale 2027. I viaggiatori irlandesi possono ora soggiornare fino a 30 giorni per ingresso e richiedere una proroga della stessa durata, per un massimo teorico di 90 giorni in un periodo di 12 mesi.
Le missioni di lavoro più lunghe o le attività retribuite richiederanno comunque il visto di residenza appropriato, ma relatori di conferenze e incarichi a breve termine potranno optare per l’esenzione dal visto, riducendo di almeno due settimane i tempi di attesa abituali. Per i responsabili della mobilità aziendale le implicazioni sono immediate: le società di ingegneria irlandesi attive nel corridoio eolico offshore brasiliano possono ora inviare squadre di intervento a Recife o Fortaleza con breve preavviso, mentre le multinazionali tecnologiche con sede latinoamericana a São Paulo guadagnano maggiore flessibilità per audit interni e avvii di progetto.
Le agenzie di gestione viaggi stanno già aggiornando i flussi di approvazione affinché i giorni trascorsi in Brasile vengano automaticamente registrati nei sistemi di duty of care e monitoraggio dei lavoratori distaccati. Le compagnie aeree osservano attentamente la domanda: Dublino non ha voli diretti per il Brasile, ma TAP, Air France–KLM e Lufthansa prevedono un aumento delle prenotazioni su rotte con scalo a Lisbona, Parigi e Francoforte. Se i volumi si concretizzeranno, gli analisti del settore ritengono che Aer Lingus potrebbe testare un servizio stagionale Dublino–São Paulo con i nuovi A321XLR già dall’inverno 2027/28.
Anche gli esportatori irlandesi ne trarranno vantaggio: spostare personale tra il cluster med-tech di Shannon e il fiorente mercato sanitario brasiliano non comporterà più la tassa di 120 dollari per il visto né le spese di corriere per l’invio dei passaporti, riducendo il costo totale del viaggio di circa l’8-10%. Bord Bia, l’agenzia irlandese per la promozione alimentare, ha dichiarato che l’esenzione sosterrà le missioni commerciali nel settore ittico e lattiero-caseario previste per la seconda metà del 2026.
Praticamente, i viaggiatori devono essere in possesso di un passaporto valido almeno sei mesi, prova di viaggio di ritorno e fondi sufficienti per il soggiorno. Il Brasile si riserva il diritto di negare l’ingresso per motivi di salute pubblica o sicurezza, e chi svolge attività retribuite deve comunque ottenere un visto VITEM V o altra categoria appropriata. Si consiglia pertanto ai team di mobilità di aggiornare le policy aziendali e informare i dipendenti sui limiti dell’esenzione.
La misura fa parte di “Open Doors 2026”, una strategia più ampia presentata dal presidente Luiz Inácio Lula da Silva a gennaio per accelerare la crescita del turismo post-pandemia e attrarre investimenti esteri in vista della candidatura del Brasile all’Expo Mondiale 2027. I viaggiatori irlandesi possono ora soggiornare fino a 30 giorni per ingresso e richiedere una proroga della stessa durata, per un massimo teorico di 90 giorni in un periodo di 12 mesi.
Le missioni di lavoro più lunghe o le attività retribuite richiederanno comunque il visto di residenza appropriato, ma relatori di conferenze e incarichi a breve termine potranno optare per l’esenzione dal visto, riducendo di almeno due settimane i tempi di attesa abituali. Per i responsabili della mobilità aziendale le implicazioni sono immediate: le società di ingegneria irlandesi attive nel corridoio eolico offshore brasiliano possono ora inviare squadre di intervento a Recife o Fortaleza con breve preavviso, mentre le multinazionali tecnologiche con sede latinoamericana a São Paulo guadagnano maggiore flessibilità per audit interni e avvii di progetto.
Le agenzie di gestione viaggi stanno già aggiornando i flussi di approvazione affinché i giorni trascorsi in Brasile vengano automaticamente registrati nei sistemi di duty of care e monitoraggio dei lavoratori distaccati. Le compagnie aeree osservano attentamente la domanda: Dublino non ha voli diretti per il Brasile, ma TAP, Air France–KLM e Lufthansa prevedono un aumento delle prenotazioni su rotte con scalo a Lisbona, Parigi e Francoforte. Se i volumi si concretizzeranno, gli analisti del settore ritengono che Aer Lingus potrebbe testare un servizio stagionale Dublino–São Paulo con i nuovi A321XLR già dall’inverno 2027/28.
Anche gli esportatori irlandesi ne trarranno vantaggio: spostare personale tra il cluster med-tech di Shannon e il fiorente mercato sanitario brasiliano non comporterà più la tassa di 120 dollari per il visto né le spese di corriere per l’invio dei passaporti, riducendo il costo totale del viaggio di circa l’8-10%. Bord Bia, l’agenzia irlandese per la promozione alimentare, ha dichiarato che l’esenzione sosterrà le missioni commerciali nel settore ittico e lattiero-caseario previste per la seconda metà del 2026.
Praticamente, i viaggiatori devono essere in possesso di un passaporto valido almeno sei mesi, prova di viaggio di ritorno e fondi sufficienti per il soggiorno. Il Brasile si riserva il diritto di negare l’ingresso per motivi di salute pubblica o sicurezza, e chi svolge attività retribuite deve comunque ottenere un visto VITEM V o altra categoria appropriata. Si consiglia pertanto ai team di mobilità di aggiornare le policy aziendali e informare i dipendenti sui limiti dell’esenzione.
Fonte: Travel and Tour World
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