
Durante una conferenza stampa trasmessa a livello nazionale l'8 marzo, il Ministro degli Esteri Wang Yi ha indicato che la facilitazione dei visti sarà al centro della prossima fase di «apertura ad alto standard» della Cina. Rispondendo a una domanda su come la diplomazia possa supportare la modernizzazione economica, Wang ha dichiarato che il Ministero degli Esteri «raffinerà le politiche di viaggio transfrontaliere, sfrutterà ulteriormente l’ingresso senza visto e creerà un ambiente più conveniente per i visitatori internazionali».
Funzionari coinvolti nella stesura del 15° Piano Quinquennale (2026-2030) hanno interpretato queste parole come un via libera per estendere gli accordi unilaterali di esenzione dal visto della Cina oltre l’Europa e il Sud-est asiatico, includendo partner strategici in Medio Oriente e America Latina. Secondo fonti diplomatiche a Pechino, sono già in corso negoziati con Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Brasile.
Per i responsabili della mobilità aziendale, l’annuncio offre una certezza di pianificazione a lungo termine. «I nostri ingegneri di progetto ruotano tra Shenzhen e San Paolo. Un’esenzione reciproca con il Brasile eliminerebbe quattro settimane di tempi di attesa per ogni incarico», ha spiegato Renato Silva, responsabile della mobilità APAC presso un produttore automobilistico globale.
Il ministro ha inoltre promesso di potenziare i meccanismi di protezione consolare per i cittadini cinesi all’estero, un vantaggio reciproco per le multinazionali che impiegano talenti cinesi. Questa estate sarà attivata una piattaforma centralizzata per la risposta alle emergenze, che integrerà i dati di localizzazione dei gestori telefonici per accelerare le evacuazioni.
Gli analisti politici sottolineano che le dichiarazioni di Wang arrivano mentre la Cina ricostruisce la connettività aerea post-pandemia. Reti più ampie di esenzione dal visto solitamente spingono le compagnie aeree ad aprire nuove rotte, moltiplicando l’impatto economico di questa spinta diplomatica.
Funzionari coinvolti nella stesura del 15° Piano Quinquennale (2026-2030) hanno interpretato queste parole come un via libera per estendere gli accordi unilaterali di esenzione dal visto della Cina oltre l’Europa e il Sud-est asiatico, includendo partner strategici in Medio Oriente e America Latina. Secondo fonti diplomatiche a Pechino, sono già in corso negoziati con Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Brasile.
Per i responsabili della mobilità aziendale, l’annuncio offre una certezza di pianificazione a lungo termine. «I nostri ingegneri di progetto ruotano tra Shenzhen e San Paolo. Un’esenzione reciproca con il Brasile eliminerebbe quattro settimane di tempi di attesa per ogni incarico», ha spiegato Renato Silva, responsabile della mobilità APAC presso un produttore automobilistico globale.
Il ministro ha inoltre promesso di potenziare i meccanismi di protezione consolare per i cittadini cinesi all’estero, un vantaggio reciproco per le multinazionali che impiegano talenti cinesi. Questa estate sarà attivata una piattaforma centralizzata per la risposta alle emergenze, che integrerà i dati di localizzazione dei gestori telefonici per accelerare le evacuazioni.
Gli analisti politici sottolineano che le dichiarazioni di Wang arrivano mentre la Cina ricostruisce la connettività aerea post-pandemia. Reti più ampie di esenzione dal visto solitamente spingono le compagnie aeree ad aprire nuove rotte, moltiplicando l’impatto economico di questa spinta diplomatica.
Fonte: Xinhua