
Pechino ha inaugurato il suo Congresso Nazionale del Popolo annuale il 5 marzo con il Rapporto sul Lavoro del Governo del Premier Li Qiang, lanciando un segnale chiaro ai professionisti della mobilità globale: le porte della Cina si apriranno ancora di più nei prossimi dodici mesi. Nel bilancio delle riforme per il 2025, Li ha dichiarato che la Cina ha “ampliato costantemente gli accordi unilaterali di esenzione dal visto o di esenzione reciproca totale” e continuerà su questa strada, perseguendo un “apertura ordinata, autonoma e unilaterale”. Questa formulazione, seppur sintetica, pone la mobilità in entrata sullo stesso piano di iniziative economiche di rilievo come il piano per il mercato nazionale unificato e la strategia aggiornata delle zone di libero scambio (FTZ). Gli esperti di policy che hanno esaminato la bozza ricordano che un linguaggio simile nel rapporto del 2023 ha preceduto il rapido lancio da parte della Cina di ingressi senza visto di 15 e 30 giorni per quasi 20 paesi. I team HR dovrebbero quindi prevedere un’ulteriore espansione della lista dei paesi esenti da visto — attualmente 50 nazioni — e l’aggiunta di nuovi aeroporti, porti marittimi e valichi terrestri ai programmi di visto di transito di 144/240 ore. Per le multinazionali, l’impatto pratico è duplice. In primo luogo, i responsabili commerciali e i collaboratori a breve termine provenienti dai paesi appena aggiunti potranno entrare in Cina senza tempi di attesa per il visto o lettere di invito, riducendo la pianificazione del viaggio da settimane a poche ore. In secondo luogo, i viaggiatori già abilitati probabilmente otterranno soggiorni più lunghi o validità per ingressi multipli, mentre Pechino si avvicina a un’“esenzione reciproca totale” con i principali partner commerciali. I dipartimenti di mobilità dovrebbero iniziare a mappare quali filiali e mercati clienti potranno beneficiare di queste novità, così da aggiornare rapidamente politiche di viaggio e tabelle di indennità non appena il Ministero degli Affari Esteri pubblicherà i dettagli attuativi. Anche i governi locali sono attesi a intensificare le misure di supporto. Shanghai e Shenzhen hanno già annunciato che potenzieranno i loro “centri di accoglienza per visitatori stranieri” per gestire carte d’ingresso digitali e pagamenti mobili con carte straniere non appena arriveranno le nuove categorie di viaggiatori senza visto. Le compagnie aeree stanno preparando nuove classi tariffarie dedicate a turisti e viaggiatori d’affari con esenzione dal visto di 30 giorni, puntando a un aumento dei tassi di occupazione in entrata nel terzo trimestre 2026. Infine, l’invito all’“apertura autonoma” suggerisce che Pechino non attenderà accordi reciproci, ma concederà l’accesso unilateralmente dove intravede vantaggi economici. Le aziende i cui paesi d’origine non sono ancora nella lista dovrebbero coinvolgere ora le camere di commercio e fare pressione sui partner cinesi locali: in passato, la dimostrazione di scambi commerciali di alto valore è stata decisiva nelle fasi di liberalizzazione dei visti.
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