
In una seduta notturna dell’11 marzo, la Commissione Interni del Parlamento belga ha approvato un disegno di legge che autorizza l’Ufficio Immigrazione (IO) a imporre divieti di ingresso permanenti a persone inserite nel database nazionale su Terrorismo, Estremismo e Radicalizzazione (T.E.R.). Questa misura sostituirebbe l’attuale regime di esclusioni a tempo determinato, di cui 6.000 sono state emesse nel 2025, con solo 42 superiori ai 20 anni. Secondo il disegno di legge, chiunque sia considerato una minaccia terroristica, un estremista violento o un “predicatore d’odio” potrebbe essere escluso a vita dal territorio belga e dall’area Schengen, con l’IO che acquisirebbe il potere di annullare qualsiasi visto o permesso di soggiorno richiesto successivamente. La ministra per l’Asilo e la Migrazione, Anneleen Van Bossuyt, sostiene che la modifica chiude le lacune legali che hanno permesso a recidivi di rientrare dopo divieti più brevi. I deputati dell’opposizione mettono in dubbio la necessità della misura, ricordando che esistono già divieti a lungo termine e avvertono di possibili conflitti con i principi di proporzionalità dell’UE. Le organizzazioni per i diritti umani sono particolarmente preoccupate dal fatto che anche bambini di appena 12 anni possano essere segnalati nel database T.E.R. senza accesso alle prove riservate contro di loro. Un caso pendente presso la Corte di Giustizia Europea sulla trasparenza potrebbe ancora imporre modifiche prima dell’entrata in vigore della legge. Per i responsabili della mobilità aziendale, la proposta va oltre un semplice tema di sicurezza: se approvata, richiederà controlli più rigorosi su trasferimenti e visitatori d’affari rispetto alle liste di controllo belghe, poiché i divieti a vita escludono clausole di riabilitazione. I team dedicati ai talenti globali potrebbero dover collaborare con consulenti in materia di immigrazione per verificare se precedenti penali o attività sui social media possano comportare l’inclusione nel database. Il disegno di legge passa ora all’intera Camera dei Rappresentanti, dove la coalizione di governo Vivaldi-plus detiene una maggioranza risicata. Gli osservatori prevedono un acceso dibattito sulle garanzie del giusto processo; tuttavia, la coalizione punta a vedere la legge in vigore prima che il Belgio ceda la presidenza di turno del Consiglio UE alla Bulgaria il 1° luglio.
Fonte: The Brussels Times
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