
L’Ambasciata del Belgio in Giappone ha aggiornato le linee guida sui visti D per i cittadini non UE che intendono entrare in Belgio per stabilire una “convivenza legale” con un cittadino belga o un residente regolare. L’avviso online, rivisto il 12 marzo 2026, unifica i requisiti documentali e ribadisce che entrambi i partner devono generalmente avere almeno 21 anni, anche se sono accettate domande da maggiorenni di 18 anni che dimostrino di aver convissuto per almeno un anno all’estero. Una novità operativa importante riguarda il passaggio a pagamenti esclusivamente elettronici: dal 1° marzo 2025 sono accettati solo pagamenti digitali, ma l’aggiornamento sottolinea che i richiedenti devono prevedere costi amministrativi aggiuntivi che l’Ufficio Immigrazione ora richiede anticipatamente. L’ambasciata avverte che le pratiche incomplete saranno respinte senza possibilità di integrazione, alzando così l’asticella per le coppie che si affidano a documenti inviati da più giurisdizioni tramite corriere. Tra le novità pratiche, una lista dettagliata di prove a sostegno di una “relazione duratura e stabile”, che va da contratti di locazione congiunti a fotografie, e nuove indicazioni sulla traduzione dei certificati di nascita in una delle lingue ufficiali del Belgio. I richiedenti devono presentare due set completi cartacei di tutti gli originali e delle copie notarili, ordinati rigorosamente, pena ritardi superiori a sei mesi. Per i team di mobilità internazionale, questo inasprimento comporta tempi più lunghi per il trasferimento di personale i cui partner non rientrano nelle procedure semplificate di ricongiungimento familiare. Le risorse umane dovrebbero prenotare gli appuntamenti non appena si apre la finestra di sei mesi per la presentazione e prevedere budget per traduzioni giurate e apostille, soprattutto per documenti di stato civile in lingua giapponese. Sebbene l’avviso provenga dalla sede di Tokyo, le missioni belghe nel mondo stanno progressivamente uniformando le liste di controllo per i visti D in vista della prevista fusione dei sistemi consolari IT nel 2027. Le aziende devono quindi aspettarsi modelli documentali simili – e pagamenti digitali – anche presso altre ambasciate nei prossimi mesi.
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