
Cipro ha inaugurato il primo settore di un centro di detenzione pre-rimpatrio appositamente costruito a Limnes, nell’ambito di un piano per modernizzare la gestione dell’aumento dei flussi migratori irregolari nella Repubblica. Il Ministero della Giustizia e dell’Ordine Pubblico ha confermato il 29 marzo che tutti i cittadini di paesi terzi precedentemente trattenuti nella vecchia struttura di Menogeia sono stati trasferiti nel nuovo centro. Il complesso di Limnes — progettato secondo gli standard UE e cofinanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione — aumenta la capacità nazionale di detenzione di circa 250 posti letto e introduce alloggi separati, unità mediche e sistemi digitali di gestione dei casi pensati per accelerare i rimpatri. Le autorità affermano che l’ammodernamento “allega immediatamente la pressione sulle strutture esistenti” e allinea Cipro alle più rigorose riforme UE sui rimpatri approvate a Bruxelles la scorsa settimana. Le ONG per i diritti umani hanno a lungo criticato il sovraffollamento e le permanenze prolungate a Menogeia, dove i richiedenti asilo con domande respinte potevano rimanere per mesi in attesa dei documenti di viaggio. Il Ministero dell’Interno assicura che il nuovo centro ridurrà la detenzione media da 120 giorni a meno del limite legale UE di sei mesi, ospitando sotto lo stesso tetto servizi di immigrazione, polizia e giudiziari. Per datori di lavoro e responsabili dei trasferimenti, questa novità segnala che Cipro punta a velocizzare i rimpatri, pur ampliando i canali legali di lavoro come i programmi per Nomadi Digitali e Lavoratori Qualificati Extra-UE. Le aziende che impiegano personale non UE devono quindi garantire il rigoroso rispetto delle norme sui permessi di soggiorno; chi resta oltre i termini rischia ora una rapida detenzione a Limnes e il rimpatrio. La prossima fase di costruzione prevede l’aggiunta di aule per udienze da remoto e strutture per ospitare le famiglie separatamente, in risposta alla giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Le autorità prevedono che l’intero sito sarà operativo entro ottobre 2026, offrendo a Cipro una capacità di detenzione comparabile a quella di Malta e Grecia in rapporto alla popolazione.
Fonte: In-Cyprus / Philenews
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