
Il Dipartimento degli Affari Esteri (DFA) ha attivato il protocollo di risposta alle crisi dopo che decine di cittadini irlandesi sono rimasti bloccati negli Emirati Arabi Uniti a causa di una vasta operazione di controllo contro i soggiorni oltre il permesso di visto e delle continue restrizioni allo spazio aereo. In una dichiarazione di lunedì, i funzionari hanno confermato che il personale consolare ad Abu Dhabi e Dubai lavora senza sosta per ottenere estensioni temporanee dei visti, negoziare riduzioni delle multe e organizzare posti sui voli in uscita limitati.
Gli Emirati Arabi Uniti multano regolarmente i visitatori che superano il periodo consentito, ma un aumento delle interruzioni dei voli regionali – causate da problemi di gestione del traffico aereo e dagli effetti a catena dei conflitti in Medio Oriente – ha lasciato migliaia di persone impossibilitate a partire prima della scadenza del visto. Chi sfora rischia multe di 50 AED (circa 12,50 €) al giorno, detenzione, espulsione e divieti di reingresso pluriennali. Per i lavoratori irlandesi con incarichi a breve termine e i turisti in transito a Dubai, le conseguenze economiche e professionali sono rilevanti.
L’Irlanda si unisce a Germania, India, Australia e altri partner UE in un’azione diplomatica coordinata per convincere le autorità emiratine a concedere amnistie o periodi di tolleranza più lunghi finché persistono i problemi allo spazio aereo. Fonti del DFA hanno riferito che, sebbene nessun cittadino irlandese sia stato detenuto, almeno 40 hanno richiesto assistenza legale tramite la linea di emergenza dell’ambasciata questa settimana. Compagnie come Emirates ed Etihad hanno rinunciato ad alcune penali di riprenotazione, ma la disponibilità di posti rimane limitata mentre le compagnie aeree gestiscono cambi di aeromobili e rotte più lunghe.
Per i responsabili della mobilità globale, l’episodio è un monito a monitorare in tempo reale la validità dei timbri di ingresso dei dipendenti e a prevedere giorni di margine negli itinerari che passano per il Golfo. I consulenti per l’immigrazione sottolineano inoltre che i titolari di passaporto irlandese che lavorano con visti turistici a ingressi multipli – pratica comune per progetti brevi – potrebbero violare involontariamente le leggi sul lavoro degli Emirati, aumentando i rischi.
Guardando al futuro, i funzionari di Dublino hanno accennato alla possibilità di un dialogo bilaterale formale sulla mobilità lavorativa con gli Emirati Arabi Uniti, per offrire percorsi più chiari ai professionisti irlandesi e ridurre la dipendenza da viaggi di visto improvvisati. Nel frattempo, i viaggiatori sono invitati a registrarsi sull’app TravelWise del DFA e a conservare copie digitali e cartacee dei permessi di ingresso e dei biglietti di proseguimento confermati.
Gli Emirati Arabi Uniti multano regolarmente i visitatori che superano il periodo consentito, ma un aumento delle interruzioni dei voli regionali – causate da problemi di gestione del traffico aereo e dagli effetti a catena dei conflitti in Medio Oriente – ha lasciato migliaia di persone impossibilitate a partire prima della scadenza del visto. Chi sfora rischia multe di 50 AED (circa 12,50 €) al giorno, detenzione, espulsione e divieti di reingresso pluriennali. Per i lavoratori irlandesi con incarichi a breve termine e i turisti in transito a Dubai, le conseguenze economiche e professionali sono rilevanti.
L’Irlanda si unisce a Germania, India, Australia e altri partner UE in un’azione diplomatica coordinata per convincere le autorità emiratine a concedere amnistie o periodi di tolleranza più lunghi finché persistono i problemi allo spazio aereo. Fonti del DFA hanno riferito che, sebbene nessun cittadino irlandese sia stato detenuto, almeno 40 hanno richiesto assistenza legale tramite la linea di emergenza dell’ambasciata questa settimana. Compagnie come Emirates ed Etihad hanno rinunciato ad alcune penali di riprenotazione, ma la disponibilità di posti rimane limitata mentre le compagnie aeree gestiscono cambi di aeromobili e rotte più lunghe.
Per i responsabili della mobilità globale, l’episodio è un monito a monitorare in tempo reale la validità dei timbri di ingresso dei dipendenti e a prevedere giorni di margine negli itinerari che passano per il Golfo. I consulenti per l’immigrazione sottolineano inoltre che i titolari di passaporto irlandese che lavorano con visti turistici a ingressi multipli – pratica comune per progetti brevi – potrebbero violare involontariamente le leggi sul lavoro degli Emirati, aumentando i rischi.
Guardando al futuro, i funzionari di Dublino hanno accennato alla possibilità di un dialogo bilaterale formale sulla mobilità lavorativa con gli Emirati Arabi Uniti, per offrire percorsi più chiari ai professionisti irlandesi e ridurre la dipendenza da viaggi di visto improvvisati. Nel frattempo, i viaggiatori sono invitati a registrarsi sull’app TravelWise del DFA e a conservare copie digitali e cartacee dei permessi di ingresso e dei biglietti di proseguimento confermati.
Fonte: Sacred Earth News
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