
Il 30 marzo il Consiglio dell'Unione Europea ha dato l'approvazione finale al Regolamento che istituisce un “Talent Pool” a livello UE – la prima piattaforma digitale di matching che collegherà i datori di lavoro degli Stati membri partecipanti con i candidati non appartenenti all’UE prima del loro arrivo in Europa. Il progetto, promosso dalla presidenza belga, sarà operativo a metà 2027, ma gli Stati membri potranno iniziare a partecipare ai pilota già dal prossimo anno. Il portale pubblicherà offerte di lavoro per professioni in carenza, permetterà ai cittadini di paesi terzi di caricare CV e certificati di competenze e, cosa fondamentale, fornirà informazioni standardizzate sulle procedure nazionali per visti e permessi di lavoro. La partecipazione è volontaria; tuttavia, le associazioni imprenditoriali irlandesi hanno sollecitato il Dipartimento per l’Impresa, il Commercio e l’Occupazione a iscriversi tempestivamente, sostenendo che le croniche carenze di competenze in scienze della vita, cybersecurity e edilizia peggioreranno con il persistere della piena occupazione. Una volta che un candidato riceve un’offerta di lavoro condizionata tramite il Talent Pool, si applicano le normali procedure nazionali di immigrazione – in Irlanda, il General Employment Permit o il Critical Skills Employment Permit. I funzionari confermano che le offerte emesse tramite la piattaforma UE dovranno comunque rispettare i test di fabbisogno del mercato del lavoro locale e le soglie salariali. Tuttavia, i recruiter prevedono un’efficienza amministrativa maggiore grazie alla documentazione standardizzata UE, che ridurrà le richieste di ulteriori prove presso Burgh Quay. Per i responsabili della mobilità globale, questa novità potrebbe semplificare le campagne di assunzione multi-paese: un unico profilo candidato potrà essere valutato contemporaneamente dai team HR di Dublino, Parigi e Berlino, permettendo una pianificazione coordinata del trasferimento e un confronto delle offerte. Le multinazionali tecnologiche irlandesi stanno esplorando integrazioni di sistema per far sì che i candidati selezionati possano essere inseriti direttamente nei sistemi interni di gestione delle candidature. Il Dipartimento di Giustizia deve ancora chiarire se i candidati selezionati beneficeranno del previsto lancio dell’e-IRP (permesso di soggiorno elettronico irlandese), ma la lobby imprenditoriale Ibec sottolinea che la chiave è “allineare i tempi di elaborazione irlandesi ai più rapidi dell’UE, affinché il Talent Pool rappresenti un vantaggio competitivo e non una vetrina per i concorrenti.”
Fonte: Irish Sun
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