
Parlando insieme al presidente brasiliano in visita, Luiz Inácio Lula da Silva, il primo ministro portoghese Luís Montenegro ha rivelato che l’agenzia per l’immigrazione del Portogallo ha approvato permessi di soggiorno per oltre 235.000 cittadini brasiliani in soli due anni, trasformando un arretrato di pratiche irregolari in uno status documentato. L’annuncio, fatto a Lisbona il 22 aprile, mette in luce il programma di regolarizzazione ampiamente esteso e silenzioso introdotto dopo lo scioglimento del precedente servizio di frontiera SEF nel 2024. Montenegro ha sottolineato che meno del 5% delle domande presentate dai brasiliani è stato respinto, definendo l’integrazione sociale ed economica della comunità “impeccabile”. I brasiliani rappresentano ora di gran lunga la più numerosa popolazione straniera in Portogallo, con circa mezzo milione di persone.
Grazie al Trattato di Amicizia e allo Statuto bilaterale di Uguaglianza, molti godono di un accesso rapido a permessi di lavoro, sicurezza sociale e persino al diritto di voto nelle elezioni locali. Per le aziende brasiliane che inviano dipendenti in Portogallo o per le multinazionali portoghesi che assumono talenti in Brasile, i dati sono significativi: i tempi di elaborazione delle carte di soggiorno sono passati da 18 mesi a meno di sei, e le nuove funzionalità di identità digitale permettono ai titolari di accedere da remoto ai portali dei servizi pubblici portoghesi. Sono aumentati anche i posti per il ricongiungimento familiare, facilitando il trasferimento dei familiari a carico.
Tuttavia, l’aumento non è privo di tensioni. I costi abitativi locali a Lisbona e Porto sono aumentati del 12% dalla metà del 2025, e i sindacati portoghesi avvertono di una compressione salariale nel settore dell’ospitalità. Montenegro ha annunciato sussidi abitativi mirati e un piano di abbinamento delle competenze per i nuovi arrivati, mentre Lula ha accolto con favore la campagna di regolarizzazione come prova di “prosperità condivisa nello spazio lusofono”.
I responsabili della mobilità devono notare che il Portogallo richiede ora una preregistrazione online per il rinnovo dei permessi di soggiorno e che è stata limitata la possibilità di saltare la fila tramite fornitori di servizi privati. Una pianificazione anticipata resta fondamentale, ma il messaggio politico da Lisbona è chiaro: i brasiliani qualificati continueranno a trovare una porta relativamente aperta in Portogallo.
Grazie al Trattato di Amicizia e allo Statuto bilaterale di Uguaglianza, molti godono di un accesso rapido a permessi di lavoro, sicurezza sociale e persino al diritto di voto nelle elezioni locali. Per le aziende brasiliane che inviano dipendenti in Portogallo o per le multinazionali portoghesi che assumono talenti in Brasile, i dati sono significativi: i tempi di elaborazione delle carte di soggiorno sono passati da 18 mesi a meno di sei, e le nuove funzionalità di identità digitale permettono ai titolari di accedere da remoto ai portali dei servizi pubblici portoghesi. Sono aumentati anche i posti per il ricongiungimento familiare, facilitando il trasferimento dei familiari a carico.
Tuttavia, l’aumento non è privo di tensioni. I costi abitativi locali a Lisbona e Porto sono aumentati del 12% dalla metà del 2025, e i sindacati portoghesi avvertono di una compressione salariale nel settore dell’ospitalità. Montenegro ha annunciato sussidi abitativi mirati e un piano di abbinamento delle competenze per i nuovi arrivati, mentre Lula ha accolto con favore la campagna di regolarizzazione come prova di “prosperità condivisa nello spazio lusofono”.
I responsabili della mobilità devono notare che il Portogallo richiede ora una preregistrazione online per il rinnovo dei permessi di soggiorno e che è stata limitata la possibilità di saltare la fila tramite fornitori di servizi privati. Una pianificazione anticipata resta fondamentale, ma il messaggio politico da Lisbona è chiaro: i brasiliani qualificati continueranno a trovare una porta relativamente aperta in Portogallo.
Fonte: Plataforma Media