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Il governo avverte: i rientranti legati all’ISIS saranno fermamente perseguiti al confine

apr 27, 2026
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Il governo avverte: i rientranti legati all’ISIS saranno fermamente perseguiti al confine
Il ministro della Salute e dell’Assistenza agli Anziani, Mark Butler, sostituendo i ministri senior degli Affari Interni impegnati in campagna elettorale nel Queensland, ha utilizzato una conferenza stampa ad Adelaide il 26 aprile per ribadire la linea dura del governo nei confronti degli australiani che hanno vissuto nei territori dello Stato Islamico. Interrogato sulle notizie secondo cui diverse donne e bambini australiani avrebbero lasciato il campo di detenzione al-Roj in Siria e potrebbero tentare di tornare in patria, Butler ha sottolineato che Canberra non offrirà “alcun supporto” e che eventuali rientri sospettati di reati “saranno accolti al confine con tutta la forza della legge”.

Secondo la legge australiana sulle modifiche alla legislazione antiterrorismo (Temporary Exclusion Orders), il ministro degli Affari Interni può vietare ai cittadini di età superiore ai 14 anni di rientrare per un massimo di due anni, oppure imporre rigide condizioni di monitoraggio. Butler ha confermato che una donna appartenente a questo gruppo ha già ricevuto un ordine di questo tipo. Le agenzie di sicurezza stanno monitorando dati relativi a passaporti e prenotazioni aeree per intercettare il gruppo qualora transitasse attraverso hub di paesi terzi.

Il governo avverte: i rientranti legati all’ISIS saranno fermamente perseguiti al confine


Le dichiarazioni del ministro arrivano mentre le agenzie stanno finalizzando i nuovi poteri del “Arrival Control Determination”, entrati in vigore a marzo, che consentono al ministro di sospendere i diritti di viaggio dei titolari di visti offshore durante periodi di “rischio internazionale”. Questi due strumenti conferiscono alle autorità un potere senza precedenti nel controllare chi può salire a bordo di un aereo diretto in Australia – anche se si tratta di cittadini australiani.

Per le multinazionali che operano in giurisdizioni ad alto rischio, il messaggio è chiaro: qualsiasi dipendente o familiare sospettato di supportare gruppi sanzionati potrebbe vedersi negare l’imbarco, anche se in possesso di passaporto o visto valido. I team di compliance dovrebbero verificare le storie di assegnazione del personale rispetto alle liste di sanzioni australiane e alle normative sul finanziamento del terrorismo, preparandosi a collaborare con il ministero degli Affari Interni in caso di corrispondenze con liste di controllo. I responsabili della gestione del rischio di viaggio dovrebbero inoltre rivedere i piani di risposta alle crisi, includendo scenari di negazione dell’imbarco all’ultimo minuto, detenzione nelle zone di transito e assistenza legale d’emergenza.

L’atteggiamento del governo indica una bassa tolleranza per l’incertezza, e le aziende non possono dare per scontata l’assistenza consolare automatica per i cittadini con doppia nazionalità coinvolti in situazioni geopolitiche complesse.
Fonte: Department of Health – Minister’s Press Conference

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