
Il Ministero degli Affari Esteri del Brasile ha confermato che, a partire dall'11 maggio 2026, i titolari di passaporti ordinari cinesi potranno entrare in Brasile senza visto per soggiorni fino a 90 giorni, rinnovabili una volta entro un periodo di 12 mesi. Questo annuncio completa una politica di reciprocità a lungo attesa, dopo che la Cina ha unilateralmente eliminato il visto per i cittadini brasiliani lo scorso anno.
Perché una decisione bilaterale presa a Brasilia è importante per Hong Kong? Sebbene i residenti di Hong Kong viaggino con i propri passaporti HKSAR (che godono dell’ingresso senza visto in Brasile dal 2001), migliaia di titolari di passaporti della Repubblica Popolare Cinese vivono e lavorano nella città grazie a programmi come Talent Admission, GEP, TechTAS e altri. L’emissione del visto brasiliano a Hong Kong richiede normalmente un ciclo di elaborazione di 7-10 giorni; eliminare questo passaggio riduce costi e incertezze per i lavoratori provenienti dalla Cina continentale che transitano attraverso la RAS per viaggi a lungo raggio.
Per le multinazionali con sede a Hong Kong e operazioni in America Latina — in particolare nei settori del commercio di materie prime, finanziamento infrastrutturale e retail di lusso — questa novità semplifica la pianificazione delle rotazioni regionali. I responsabili della mobilità possono ora allineare il Brasile ad altre destinazioni latinoamericane senza visto (Cile, Ecuador, Perù) per il personale cinese, permettendo itinerari multi-paese più efficienti e riducendo il rischio di colli di bottiglia per i visti “last minute” in stile Schengen.
Anche le compagnie aeree ne trarranno vantaggio: il codeshare di Cathay Pacific con LATAM e il corridoio Hong Kong–Doha–São Paulo di Qatar Airways potrebbero registrare un aumento di passeggeri titolari di passaporti cinesi, che in precedenza preferivano transitare attraverso hub della costa est USA dove i consolati brasiliani erano più rapidi. I team di gestione delle politiche di viaggio dovrebbero aggiornare gli strumenti di prenotazione interni prima dell’11 maggio per riflettere l’esenzione e rimuovere i promemoria automatici per il visto brasiliano.
I viaggiatori devono comunque verificare la validità del passaporto (minimo sei mesi all’arrivo) e portare con sé la prova del viaggio di ritorno; la Polizia Federale brasiliana ha confermato che le formalità standard di ingresso — scheda di arrivo e impronte digitali — rimarranno in vigore. Le aziende devono inoltre considerare che l’esenzione non si applica ai visti di lavoro; i dipendenti assunti localmente o per progetti superiori a 90 giorni dovranno comunque ottenere il permesso di soggiorno appropriato.
A lungo termine, questa evoluzione sottolinea la volontà del Brasile di conquistare una quota maggiore del fiorente mercato cinese in uscita. Per Hong Kong, il cui aeroporto ambisce a riconquistare lo status di hub pre-pandemia, un traffico più fluido tra Grande Cina e Sud America rafforza la richiesta di ulteriori voli di quinta libertà o ibridi cargo-passeggeri — un tema che l’Autorità Aeroportuale dovrebbe portare nelle trattative per lo sviluppo delle rotte nell’estate 2026.
Perché una decisione bilaterale presa a Brasilia è importante per Hong Kong? Sebbene i residenti di Hong Kong viaggino con i propri passaporti HKSAR (che godono dell’ingresso senza visto in Brasile dal 2001), migliaia di titolari di passaporti della Repubblica Popolare Cinese vivono e lavorano nella città grazie a programmi come Talent Admission, GEP, TechTAS e altri. L’emissione del visto brasiliano a Hong Kong richiede normalmente un ciclo di elaborazione di 7-10 giorni; eliminare questo passaggio riduce costi e incertezze per i lavoratori provenienti dalla Cina continentale che transitano attraverso la RAS per viaggi a lungo raggio.
Per le multinazionali con sede a Hong Kong e operazioni in America Latina — in particolare nei settori del commercio di materie prime, finanziamento infrastrutturale e retail di lusso — questa novità semplifica la pianificazione delle rotazioni regionali. I responsabili della mobilità possono ora allineare il Brasile ad altre destinazioni latinoamericane senza visto (Cile, Ecuador, Perù) per il personale cinese, permettendo itinerari multi-paese più efficienti e riducendo il rischio di colli di bottiglia per i visti “last minute” in stile Schengen.
Anche le compagnie aeree ne trarranno vantaggio: il codeshare di Cathay Pacific con LATAM e il corridoio Hong Kong–Doha–São Paulo di Qatar Airways potrebbero registrare un aumento di passeggeri titolari di passaporti cinesi, che in precedenza preferivano transitare attraverso hub della costa est USA dove i consolati brasiliani erano più rapidi. I team di gestione delle politiche di viaggio dovrebbero aggiornare gli strumenti di prenotazione interni prima dell’11 maggio per riflettere l’esenzione e rimuovere i promemoria automatici per il visto brasiliano.
I viaggiatori devono comunque verificare la validità del passaporto (minimo sei mesi all’arrivo) e portare con sé la prova del viaggio di ritorno; la Polizia Federale brasiliana ha confermato che le formalità standard di ingresso — scheda di arrivo e impronte digitali — rimarranno in vigore. Le aziende devono inoltre considerare che l’esenzione non si applica ai visti di lavoro; i dipendenti assunti localmente o per progetti superiori a 90 giorni dovranno comunque ottenere il permesso di soggiorno appropriato.
A lungo termine, questa evoluzione sottolinea la volontà del Brasile di conquistare una quota maggiore del fiorente mercato cinese in uscita. Per Hong Kong, il cui aeroporto ambisce a riconquistare lo status di hub pre-pandemia, un traffico più fluido tra Grande Cina e Sud America rafforza la richiesta di ulteriori voli di quinta libertà o ibridi cargo-passeggeri — un tema che l’Autorità Aeroportuale dovrebbe portare nelle trattative per lo sviluppo delle rotte nell’estate 2026.
Fonte: Xinhua News Agency
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