
I dati in tempo reale del sito di monitoraggio delle code QSensor mostrano che venerdì 8 maggio i tempi medi di attesa ai controlli di sicurezza e passaporti all’aeroporto di Parigi-Charles-de-Gaulle hanno superato i 40 minuti, il doppio della media per un venerdì in bassa stagione. Questo picco è dovuto a due fattori concomitanti: un ponte di tre giorni legato alla festività del 8 maggio, Giorno della Vittoria, e l’implementazione del nuovo Sistema di Entrata/Uscita (EES) dell’UE, diventato obbligatorio dal 10 aprile. Con l’EES, al primo ingresso in un Paese Schengen, il passaporto di ogni viaggiatore extra-UE viene scansionato e vengono acquisiti quattro impronte digitali e un’immagine del volto. Aeroports de Paris (ADP) segnala che questa procedura aggiunge “70-90 secondi per ogni nuovo utente”, un ritardo che si accumula rapidamente quando più voli intercontinentali arrivano uno dopo l’altro. Le compagnie aeree hanno risposto anticipando l’apertura dei banchi check-in e invitando i passeggeri a presentarsi almeno tre ore prima della partenza. Per i responsabili della mobilità aziendale le conseguenze sono immediate: perdere una coincidenza nel labirintico Terminal 2 di CDG può significare rimanere bloccati per mezza giornata, soprattutto perché molti voli intraeuropei sono al completo durante il lungo weekend. I team HR sono invitati a considerare tempi di viaggio più lunghi nelle lettere di incarico e a consigliare l’uso delle corsie Fast-Track o Accès Pro, quando previste contrattualmente. ADP sta correndo per installare 90 nuovi chioschi biometrici prima del picco estivo e prevede di testare da giugno a CDG-2E dei pod per la ‘pre-registrazione’, così da permettere ai viaggiatori frequenti di inviare impronte e foto in anticipo. Nel frattempo, chi possiede una carta di soggiorno francese deve sapere che deve comunque mettersi in coda nella corsia ‘Tutti i Passaporti’ e mostrare il titolo di soggiorno, anche se esente dalla registrazione EES. A lungo termine, l’operatore aeroportuale prevede un ritorno alla normalità una volta che la maggior parte dei viaggiatori abituali sarà registrata, ma avverte che una seconda fase di adattamento arriverà alla fine del 2026, quando diventerà obbligatorio il pre-accertamento ETIAS da 20 euro per i cittadini esenti da visto.
Fonte: QSensor live-queue monitor
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